Cerimonia di Investitura secondo gli Statuti

 

Vos Domini Capitanei nuper vocati, et electi ad Reipublicae regimen pro sex mensibus Statuimus, et ordinamus quod Domini Capitanei qui ad hunc Magistratum in populari, ac libero hoc statu nostro primarium extracti fuerint, in prima die eorum officij summo mane domo egrediantur, et iuxta morem comitantibus civibus vadant ad Palatium communis, ubi aderunt Capitanei quoque sex mensium praecedentium, et inde omnes simul, primo Capitanei Magistratu exeuntes, et prope eos Capitanei novi subsequentibus civibus ad Plebem accedant, Templum Divo Marino dicatum, et in Terra nostra primarium, et ibidem ad Altare maius Missam Spiritus Sancti audiant, qua audita, et porrectis de more Deo, Divoque Marino Numini nostro tutelari precibus, et decantato a Clero Cantico Te Deum laudamus etc., ad Palatium eodem ordine revertantur, et ibidem eisdem primis Capitaneis ad solitum eorum Tribunal cum eorum Cancellario sedentibus, novis vero Capitaneis, et prope eos Doctoribus, ceterisque civibus, et oppidanis suo ordine gradatim in sala magna circumcirca astantibus, indictoque omnibus silentio, egregius ludi litterarij, et iuventutis nostrae Moderator, vel unus ex suis primae classis scolasticis, ad animos eorum qui magistratum ineunt incitandos, latinam orationem habeat.
Post haec, quia verisimile non est, quod illi quibus Reipublicae regimen creditur, fiant salutis aeternae immemores, sed quod eorum, quae iuramento firmaverint, zelo religionis fideles futuri sint observatores, statuimus, eisdem officium ingredientibus de mandato praedecessorum per Cancellarium iuramentum deferri.

Stabiliamo e ordiniamo che i Signori Capitani i quali saranno assunti alla suprema Magistratura in questo nostro popolare, e libero Stato, il primo giorno del loro ufficio, di buon mattino escano di casa, ed accompagnati, secondo il solito dai cittadini vadano al Palazzo del Comune, dove si troveranno anche i Capitani dei sei mesi precedenti, e di là tutti insieme, davanti i Capitani uscenti di Magistratura, e appresso i Capitani nuovi con dietro i cittadini vadano alla Pieve, Chiesa dedicata a S. Marino, e primaria della nostra Terra, ed ivi all’altare maggiore ascoltino la Messa dello Spirito Santo, e quella udita, e fatte secondo l’uso le preghiere a Dio, e a S. Marino nostro Santo tutelare, e cantato dal Clero il Te Deum Laudamus ecc., ritornino al palazzo con lo stesso ordine, ed ivi i vecchi Capitani siedano al solito loro Banco col loro Segretario, ed appresso stiano i Capitani nuovi, e presso loro i Dottori e gli altri cittadini e terrazzani intorno gradatamente in ordine nella Sala, ed imposto silenzio a tutti, il miglior Maestro delle scuole, e della nostra gioventù, od uno de’ suoi scolari della superiore classe, ad eccitare gli animi di quelli che entrano alla Magistratura, tenga un discorso in lingua latina.
Dopo di ciò, non essendo verosimile, che quelli, a cui si affida il regime della Repubblica, diventino immemori dell’eterna salute, ma affinchè per zelo di religione di ciò, che hanno confermato col giuramento, siano fedeli osservatori, statuiamo, che ai medesimi entrando in ufficio, sia per ordine dei predecessori deferito dal Segretario il giuramento.

 

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