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Consiglio Grande e Generale 11-19 settembre 2014

 

Seduta di giovedì 18 settembre

            Prosegue l'esame delle istanze d'Arengo nella seduta consiliare odierna, senza tuttavia che ne sia approvata alcuna delle quattro messe ai voti. Respinta infatti l'istanza n.24 sull'utilizzo dell'Ex Tiro a Volo di Murata da parte di associazioni culturali, così come la n.3 per una ricognizione delle istanze approvate dal Consiglio Grande e Generale ancora inattuate e perché il Governo si impegni a darne attuazione entro il corrente anno. Respinta con 28 voti contrari, 17 a favore. Stessa sorte per la n.12 in favore di una diminuzione del precariato all’interno dell’Iss. Viene però approvato a maggioranza l'Ordine del giorno presentato dalla coalizione  San Marino bene comune  che “impegna il governo a ricondurre il tema dell’istanza agli impegni già assunti con le organizzazioni sindacali nei tavoli tecnici, per evitare il formarsi di nuovo precariato”.
            Lungo il dibattito sull'istanza n.17 per la depenalizzazione dell’aborto che viene infine respinta con 27 voti contrari, 23 a favore, due astenuti  e un non votante. Accolto invece con 29 voti a favore, 22 contrari, un astenuto e un non votante, l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza che impegna il governo a verificare entro tre mesi “eventuali modifiche del codice penale, per definire la non perseguibilità di chi decide di abortire nei Paesi in cui è legalmente consentito”.
L'Aula, prima di concludere la sessione consiliare odierna, inizia il confronto sull'ultima istanza, la n.10 per il riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero. La maggioranza presenta un ordine del giorno che impegna il Governo, tra l'altro, a elaborare modifiche di legge utili a introdurre la convivenza e l'ottenimento del permesso di soggiorno tra coppie dello stesso sesso.
Il dibattito proseguirà domani mattina.

Di seguito una sintesi degli interventi odierni.

Comma 4, Istanze d'Arengo.

Istanza d'Arengo n.24 per l'utilizzo da parte di Associazioni/Cooperative della struttura dell’ Ex Tiro a Volo di Murata anche allo scopo di riqualificarne la zona e gli edifici

Respinta con 25 voti contrari, 20 a favore, 2 astenuti.
Antonella Mularoni, segretario di Stato per il Territorio:“Il governo concorda con alcune affermazioni dell'istanza, quest'area è spaziosa e di rilevante valore naturalistico, ma fortemente degradata. La riflessione che stiamo facendo di riqualificazione su tutte le aree del territorio ci porta all'attenzione anche di quest'area di murata. Tuttavia il governo per le associazioni culturali mette a disposizione altre aree, questa potrebbe avere una valorizzazione e un uso diverso rispetto quello di essere gestito da associazioni culturali. Il governo ritiene sta già facendo un lavoro diverso per dare un'adeguata sede e voce ad associazioni e cooperative culturali, senza escludere la possibilità di destinare a qualche iniziativa anche a Murata. Si ritiene quindi un approfondimento anche in quest'Aula sulla destinazione dell'area individuata e per poi compiere una valutazione d'insieme. Ci sembra che possa portare a un 'sottoutilizzo' dire oggi che quest'area la diamo a quelle associazioni. Proprio perché si tratta di una delle maggior aree di pregio della Repubblica, bisogna trovare una soluzione  a medio lungo termine per valorizzarla. Il governo ritiene di non accogliere l'istanza”.
Gian Matteo Zeppa, Rete: “Non concordo con le considerazioni fatte dal segretario nella seconda parte del suo riferimento, condivido che l'area sia da rivalutare e riqualificare. Mi sento di esprimere convinto parere favorevole all'istanza da parte di Rete. L' istanza è uno stimolo alla politica per fare in modo che quella struttura bellissima possa trovare una collocazione più degna”.
Luca Santolini, C10: “Anche io sono d'accordo con la prima parte dell'intervento del Segretario. Ma non capisco dove sia il problema nel consentire la riqualificazione dell'ex tiro a volo e l'inserimento della possibilità di effettuare diverse iniziative per tutta la cittadinanza. L'istanza chiede non che le associazioni promotrici possano usare la struttura, ma che tutte le associazioni dei cittadini possano continuare ad usarla, a fronte di una sua riqualificazione. C10 voterà a favore”.
Andrea Belluzzi, Psd: “Il Psd fa suo il riferimento del segretario di Stato competente sottolineando un aspetto. Su quest'area, a prescindere dell'istanza, è opportuno fare delle valutazioni perché è una risorsa che deve restare accessibile ai sammarinesi. Per questo non è opportuno legare al momento l'area a un utilizzo particolare”.
Massimo Cenci, Ns: “Per confermare a nome del mio movimento quanto espresso dal segretario. E' una delle aree più belle della Repubblica, la struttura è rimasta datata e non a norma, in un'ottica di utilizzo certi problemi vanno affrontati, ma ritengo anche io che è eccessivo vincolarla a un uso e che deve restare nella disponibilità dei sammarinesi”.
Andrea Zafferani, C10: “Ho cercato nell'istanza la richiesta di qualcosa di esclusivo, ma non l'ho trovata. Non vedo richieste degli istanti per escludere il resto della cittadinanza dall'uso di quest'area. Non capisco perché vi siete incaponiti e siamo tutti d'accordo che non ci può essere un uso esclusivo per i fini richiesti, ma un uso anche per quei fini”.
Giovanni Lonfenini, Upr: “Per dichiarare voto favorevole all'istanza perché riteniamo che questa iniziativa di un gruppo di associazioni culturali ha forte valenza per l'individuazione di un'area che non ha ottica vincolante, ma permetterebbe alle associazioni, promotrici e non, di unirsi per realizzare iniziative che in parte sono già state organizzate, ma potrebbero avere maggior opportunità. Non vediamo nulla di ostativo, dato che su quell'area ci sono state molte proposte, oggi ferme sulla carta, in un momento come questo accettare l'istanza sarebbe un segnale per accettare la volontà dell'associazionismo e del volontariato sammarinese”.
Paride Andreoli, Ps: “Per sottolineare l'importanza dell'istanza presentata. Un elevato numero di associazioni, cui fanno capo molti cittadini, chiedono di poter continuare a usare la struttura dell'ex tiro a volo di Murata. L'istanza ha una duplice importanza perché quest'area è stata oggetto di valutazioni anche da parte dei diversi governi che si son succeduti e che ritengono quell'area possa essere riqualificata e possa avere un ruolo in futuro. Ci deve essere un interesse ma preciso, determinato, coraggioso, in modo da poter scegliere quella che può essere la vera destinazione dell'area. E all'interno di questo interesse credo si possa accogliere l'istanza, specificando che fino alla decisione di altre destinazioni, le associazioni possono continuare ad usare l'area. Ed è interesse del governo iniziare a ipotizzare quale possa essere la sua destinazione”.
Vladimiro Selva, Psd: “Da più di un decennio l'area di Murata viene usata in modo non ottimale, perché non c'è una destinazione condivisa e chiara per cui fare un intervento di riqualificazione e metterla a disposizione della collettività. Quest'ultimo aspetto è stato sottolineato dai colleghi di maggioranza ed è cruciale, nessuno qua ha intenzione di farne un uso diverso. Il segretario ha sottolineato la necessità di un progetto che potrebbe arrivare dalle associazioni e se fosse condivisa potrebbe diventare il progetto da adottare”.
Stefano Canti, Pdcs: “Concordo con l'indirizzo del segretario e rafforzo quanto detto dal consigliere Selva, studiamo bene cosa vogliamo fare all'interno dell'area, che può avere anche una  forte vocazione turistica e non vincoliamoci fin da ora sulla sua destinazione futura”.

            Istanza d'Arengo n. 3 per una ricognizione delle istanze approvate dal Consiglio Grande e Generale ancora inattuate e perché il Governo si impegni a darne attuazione entro il corrente anno. Respinta con 28 voti contrari, 17 a favore.
Gian Carlo Venturini, segretario di Stato per gli Affari interni: “La legge attuale impegna i segretari competenti a un riferimento entro sei mesi dall'accoglimento dell'istanza, ma spesso risulta difficile realizzare le richieste dei cittadini, che possono essere di natura molto diversa, per vincoli di bilancio o complessità delle stesse, spesso richiedono tempi diversi tra loro e più lunghi dei sei mesi previsti per il riferimento. Il governo condivide lo spirito dell'istanza, ma ritiene di non poter accoglierla. La segreteria si impegna a una ricognizione, di cui darà incarico alla segreteria istituzionale, e di cui riferirò in Aula per capire le motivazioni delle non attuazione delle istanze accolte dal Consiglio”.
Andrea Zafferani, C10: “Quello che gli istanti evidenziano dovrebbe essere un tema di cui il governo dovrebbe farsi carico nell'ottica di attuare quello che il Consiglio delibera. E' corretto il segretario nel riferire che istanze diverse dovrebbero avere tempi di attuazione diverse. La legge impegna a un riferimento entro sei mesi, non ci sono termini di attuazione, per questo la nostra proposta di modifica dell'ordinamento prevede di inserire questo impegno all'attuazione entro un certo limite di tempo che dovrebbe quindi vincolare il governo. La non attuazione nei tempi darebbe seguito a tutta una serie di procedure per dare conto ai cittadini sul perché della non attuazione. Sarebbe una riforma volta a valorizzare le istanze e a rendere questo istituto più serio”.
Augusto Michelotti, Su: “Ho protestato spesso per questo vezzo dei vari governi che si succedono, tutti quanti ci facciamo vanto di questo istituto unico al mondo, ma quando vi si ricorre viene risolto come conviene. Ci sono tre istanze approvate all'unanimità sullo stesso tema: portare la legge ambientale a un livello superiore di quello del Prg. Mi rendo conto che alcune non sono realizzabili subito, va bene, a volte servono tempi lunghi, ma teneteci informati, tenete un registro in cui tutte le istanze sono aggiornate, non ci vuole molto a fare una cosa del genere”.
Roberto Ciavatta, Rete: “Il testo dell'istanza è chiaro e ben scritto. Se, come ha detto il segretario, il problema è l'esecuzione dell'istanza entro l'anno, allora proponga un ordine del giorno che allunghi i termini oltre il 31 dicembre. Sono tantissime le istanze d'Arengo ferme, anche oggi discuteremo istanze per cui sono stati già preparati Odg, è un modo poco serio di affrontarle. Il nostro voto è assolutamente favorevole all'istanza”.
Tony Margiotta, Su: “Sottolineo l'importanza di questo grande strumento democratico, spesso svilito per la sua non attuazione. Il voto di Su sarà favorevole all'istanza”.
Giovanni Lonfernini, Upr: “Per evitare una figuraccia rispetto all'approvazione dell'istanza che chiede una ricognizione di quelle non approvate, allora il governo decide di bocciarla. Solleciterei il segretario Venturini e il governo ad ascoltare la proposta dei consiglieri opposizione, se vogliamo essere corretti troviamo una convergenza e non buttiamo a mare questa istanza, andando a condividere con un odg un ricognizione e fissando un termine del percorso ricognitivo. Altrimenti la vostra posizioneo va benissimo, però chiedo con che faccia il governo e anche la prossima Reggenza affronteranno i cittadini alla presentazione delle prossime istanze”. 
Paride Andreoli, Ps: “Invito governo e segretario a tenere in considerazione l'istanza, perché è un dovere di rispetto nei confronti degli istanti metterle in cantiere, non solo in Consiglio e in Commissione, di dare seguito a quelle già accolte, perché è una forma di grande rispetto nei confronto dei richiedenti ma anche delle forze politiche che l'hanno votata”.
Stefano Macina, Psd: “Ritengo ci siano una serie di istanze che arrivano in Consiglio in modo molto generico e per alcune potrebbe essere opportuno trattarle in Commissione, piuttosto che in Consiglio. Per altre bisognerebbe fissare tempi e vincoli perché richiedono coperture finanziarie, e hanno tempistiche diverse da quelle indicate dalla legge. Credo sia necessario riflettere sulla modalità della base di presentazione delle istanze e sui vincoli posti. Si deve prendere atto della disponibilità del segretario di riferire entro pochi mesi sulle istanze approvate, ma non realizzate per capirne le motivazioni. Non mi resta che confermare l'orientamento espresso dal segretario”.
Anna Maria Muccioli, Pdcs: “La legge prevede l'obbligo dei segretari di riferire in Commissione  i provvedimenti adottati entro sei mesi dall'adozione delle istanze. Sottolineo l'impegno assunto dalla segreteria di Stato di procedere a una ricognizione delle istanze non attuate”.

            Istanza d'Arengo n.12 per una diminuzione del precariato all’interno dell’I.S.S. e per tutelare la continuità assistenziale ai cittadini. Respinta/approvato Odg di maggioranza.
Segretario di Stato alla Sanità, Francesco Mussoni: “L'istanza tocca una problematica che esiste. Nella stessa azienda abbiamo più forme contrattuali. Figure lavorative garantite da un contratto a tempo indeterminato ed altri lavoratori invece molto più precari. Non è possibile essere trattati in maniera così diversa all’interno della stessa Azienda. L'istanza sarebbe accoglibile nella logica, ma non possiamo farlo perché il Governo ha già fatto una ricognizione delle situazioni lavorative precarie nella Pa. Mesi fa abbiamo proceduto all’emanazione dei nuovi profili di ruolo, alla creazione delle tabelle di correlazione tra i profili di ruolo e le nuove funzioni ed, infine, ad avviare il procedimento per la definizione del fabbisogno del settore pubblico. Lo spirito dell’istanza è giusto, ma per serietà il Congresso ritiene che sia sbagliato accogliere un’istanza senza poi avere la certezza di riuscire ad espletare tutte le procedure in tempi certi”.
Elena Tonnini, Rete: “Siamo favorevoli a questa istanza d’Arengo. Dispiace sapere che il limite dei 6 mesi sia diventato un metodo per andare a bocciare un’istanza d’Arengo. Il precariato in questi anni è diventato un metodo. C’è chi è precario da 10 anni. Nelle leggi che il governo sta portando avanti, c’è la tendenza a creare figli e figliastri e a categorizzare le varie tipologie di lavoro. Si smetta di affrontare “a categoria” il tema del precariato, ma lo si guardi a 360 gradi. Ed inoltre nel pubblico impiego si privilegi la meritocrazia piuttosto che l’anzianità”.
Tony Margiotta, Su: “Già in passato c’è stato l'impegno per far partire quell’operazione che andava a definire il fabbisogno del personale. L'operazione ancora non è stata fatta, ma noi crediamo che invece ci sono dei servizi che hanno personale in esubero e altri invece che sono in difficoltà. Come ha scritto benissimo l’istante, l’esigenza di diminuire il precariato è una necessità che va verso la qualità del servizio stesso”.
Franco Santi, C10: “Il precariato svilisce l’abilità professionale e determina disservizi. Non capisco la difficoltà da parte del Governo di approvare questa istanza. Spero che entro 6 mesi arriverà in Aula il fabbisogno del personale perché è da troppo tempo che aspettiamo. Non vorrei che la motivazione di tutta questa attesa in realtà sia una logica spartitoria e clientelare. Spero non sia questo il motivo del rinvio. Ritengo che la definizione del fabbisogno del personale e un’analisi fatta con i crismi dovuti sulla necessità del personale all’interno della Pa, siano una priorità”.
Ivan Foschi, Su: “Non posso non partire dal fatto che si continua a prendere in giro i cittadini. Si accoglie lo spirito ma si respinge l’istanza. Un po’ di dignità: si abbia il coraggio di dire che non si è d’accordo. State cercando di fare entrare dalla porta quello che i sammarinesi hanno fatto uscire dalla finestra col referendum. La verità è che il governo non vuole prendere impegni. Questa cosa del fabbisogno sta diventando una telenovela ridicola: è dal dicembre 2012 che ne parliamo e ancora non vediamo niente. O c’è incapacità, e allora qualcuno dovrebbe andarsene, oppure c’è malafede e quindi interessi in campo e forse anche corruzione. Favorevoli all’accoglimento dell’istanza”.
Marco Podeschi, Upr: “Difficile non essere d’accordo con l'istanza. Il segretario Mussoni deve rispondere ai tecnici dell’Iss, ma in una situazione così complicata come quella attuale, l’istanza deve essere approvata. La politica oggi nella Repubblica di San Marino è ostaggio della burocrazia? Che ruolo ha? No perché altrimenti non si può dire di condividere lo spirito dell’istanza e poi respingere l’istanza. Votare no è contro ogni regola di buon senso. Lancio un appello ai colleghi di maggioranza: pensate alle vostre coscienze e allo stato di precariato di questi lavoratori”.
Paride Andreoli, Ps: “La Sanità è un pilastro della sicurezza sociale. Abbiamo sempre ribadito la volontà di garantire in pieno la funzionalità e la presenza medica in qualsiasi circostanza perché riteniamo la salute un bene prezioso. Accogliamo favorevolmente l’istanza”.
Stefano Macina, Psd: “I promotori di questa istanza mettono in evidenza una questione che la politica e la precedente maggioranza hanno già cercato di affrontare. Lo spirito, le indicazioni e le sollecitazioni che arrivano dall’istanza debbono portarci ad accelerare il percorso che ci porterà all’attuazione completa della riforma della Pa, del rapporto di lavoro e dell’inserimento dei lavoratori nella pubblica amministrazione. Riteniamo che l'istanza, così come è, non possa essere accolta, ma che debba essere rafforzato l’impegno del governo e della maggioranza ad affrontare tempestivamente la questione. Mi sento di proporre l’approvazione di un ordine del giorno che impegna il governo in questa direzione: “Il Consiglio grande e generale, tenuto conto delle istanze dei dipendenti Iss, visto l’accordo sul precariato del 2012 sottoscritto da governo e sindacato, considerato il protocollo d’intesa siglato il 30 giugno 2014, impegna il governo a ricondurre il tema dell’istanza agli impegni già assunti, con le organizzazioni sindacali nei tavoli tecnici, per evitare il formarsi di nuovo precariato e valorizzare le figure professionali presenti in Pa”. Odg approvato a maggioranza.

            Istanza d'Arengo n.17 per l'introduzione di una normativa che preveda la depenalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza. Respinta con 27 voti contrari, 23 a favore, due astenuti  e un non votante. /Odg della maggioranza approvato con 29 voti a favore, 22 contrari, un astenuto e un non votante.
Gian Carlo Venturini, segretario di Stato alla Giustizia: “La dichiarazione dei diritti dei cittadini recita che i diritti della persona umana sono inviolabili. Dal concepimento fino alla morte. Il tema dell’istanza è complicato ma di rilievo comunque a San Marino. Gli estensori del codice penale del 1974 sapevano che la questione era complessa. Ai nostri giorni un embrione umano non è considerato come una cosa, ma un appartenente alla specie umana. Faccio notare che l’ordinamento italiano non prevede la depenalizzazione tout-court dell’aborto, ma definisce alcuni casi in cui è ammessa l’interruzione della gravidanza. L’istanza non può essere accolta ma verrà proposta la bozza di un Odg elaborato dalle forze politiche della maggioranza.”
Gian Matteo Zeppa, Rete: “Spero che nella maggioranza, dove domina il falso perbenismo, ci sia un po’ di pensiero laico. Non si dica che la situazione di 40 anni fa è attuale. Come uomo non potrò mai capire le motivazioni di una donna che può decidere di abortire. Ma penso che la donna possa e debba decidere. Si tratta di dare dignità alla persona”.
Luigi Mazza, Pdcs: “Così come l’eutanasia e la fecondazione assistita, questa è una tematica di natura morale. Per noi l’argomento dell’aborto è inconcepibile. Implica valori per noi non negoziabili. Siamo i primi a dire che una donna che si avvicina a un aborto non lo fa con leggerezza. Penso che se si tenesse un referendum sulla depenalizzazione dell’aborto non ci sarebbe una stragrande maggioranza favorevole. C’è necessità di garantire una procreazione cosciente, questo è un obbligo per lo Stato. Moralmente non posso accettare la depenalizzazione, ma non si può, nel nostro paese, perseguire chi abortisce laddove legalmente consentito.
Leggo l’Odg della maggioranza: 'Il Consiglio grande e generale, preso atto dell'istanza d'Arengo n.17, ribadendo l'inviolabilità della vita umana e considerando pari dignità per la madre e il figlio nascituro, impegna il governo entro tre mesi a verificare eventuali modifiche del codice penale, per definire la non perseguibilità di chi decide di abortire nei Paesi in cui è legalmente consentito, (...)'”.
Mimma Zavoli, Civico 10: “Nel codice penale la donna viene trattata come qualcosa sulla quale si sta decidendo. E’ una sfera sulla quale qualcuno decide. E così rimarrà, almeno a detta di Mazza. L’istanza non chiede di iniziare a discutere di aborto, chiede di discutere formalmente come parlamento se oggi, nel 2014, a San Marino sia ancora possibile applicare un codice penale che imprigiona colei che decide di abortire. L’istanza può essere l’inizio di un confronto franco, ma se Mazza già dice che è contro l’aborto, non ci può essere confronto”.
Augusto Michelotti, Su: “Questa, se presa, è sempre una decisione drammatica. Il trauma è violentissimo e segna una donna per tutta la vita. Una donna non può sentirsi una criminale per una scelta che già le comporta tante sofferenze. Noi invece diciamo che è anche una criminale. Questa norma nel nostro sistema penale non ci deve essere. Togliamoci questa macchia di dosso”.
Vladimiro Selva, Psd: “Non è accettabile che uno Stato persegua una cittadina che fa questa scelta. Il firmatario dell’istanza è del Psd. Dobbiamo comprendere quali sono le esigenze dei cittadini e anteporle alle questioni ideologiche. La priorità per la donna non è di abortire nel territorio di San Marino, anche per una questione di privacy. Introdurre un chiarimento con un odg per cui non è perseguibile la donna che interrompe la gravidanza in un paese in cui è ammesso è una soluzione che tranquillizza chi si trova in quella situazione, penso”.
William Giardi, Upr: “Essere pro o contro l’aborto non è una questione eminentemente religiosa o cattolica. Io posso dire di abbracciare la vita in ogni sua espressione, a livello filosofico. L’Upr dice il suo assoluto “no” all’aborto. Ma rilevo che c’è ipocrisia. Che dire della pillola del giorno dopo? Se nel nostro Stato è reato penale l’interruzione di gravidanza, mi chiedo perché nelle farmacie sia in vendita la pillola del giorno dopo. I farmacisti vanno considerati degli “angeli della morte”? Anche l’odg della maggioranza, che lo ammette purché venga fatto fuori territorio, è ipocrita”.
Maria Luisa Berti, Ns: “Esprimo il mio totale disappunto e la mia totale critica verso l’istanza d’Arengo. Il diritto alla vita del figlio non può essere subordinato ad alcuna condizione. Posso capire situazioni in cui il concepimento può essere drammatico, come nel caso di stupro. Ma l’istanza d’Arengo ha un contenuto generico, non prevede nemmeno limitazioni temporali nel tempo di gravidanza. Se va avanti il senso del “tutto può avvenire”, a prescindere dal reato, si può prevedere di tutto e di più. Ed è pericoloso. Voterò contro”.
Paride Andreoli, Ps: “L’odg della maggioranza intende bypassare l’istanza e impegnare il governo per attuare iniziative per garantire una procreazione cosciente e responsabile. Va nella direzione di dare un mandato per verificare entro i prossimi tre mesi le modifiche all’articolo 153 del codice penale che sono volte a confermare la non perseguibilità di chi decide di sottoporsi all’aborto nei paesi in cui è legalmente consentito. Ma credo che qui manchi la voglia di affrontare il problema. Non so se l’odg della maggioranza possa raggiungere i risultati che molte donne si aspettano”.
Filippo Tamagnini, Pdcs: “Sono contrario. Il primo diritto della donna non è togliersi dai piedi un problema che dà fastidio”.
Mariella Mularoni, Pdcs: “Il tema non è una priorità,  ma la tutela della vita nascente è un diritto. Dal concepimento nel ventre materno la vita umana deve essere difesa. L’aborto equivale alla negazione del diritto a vivere e ad esistere a un essere umano. L’aborto non è mai una soluzione. Il diritto di chi è stato concepito chi lo tutela? Siamo la Terra della Libertà: ogni donna che decide di interrompere la gravidanza non è davvero libera ma è costretta alla disperazione, a compiere un male. Una società fondata sulla democrazia e sulla dignità della persona non dovrebbe lasciare la donna in questa solitudine. Non sarebbe meglio lavorare per liberare le donne da questo giogo potenziando centri di aiuto, supporti per ascoltarle e aiutarle. Condivido la decisione del Governo di rigettare l’istanza e di presentare odg”.
Francesca Michelotti, Su: “La sinistra di una volta non avrebbe mai firmato l’ordine del giorno che ci viene proposto. Ci troviamo di fronte ad una istanza d’Arengo delicatissima. Parla di una questione di principio importante. L’interruzione di una gravidanza non può essere considerata un reato che equipara la donna ad un assassino. Mi aspettavo argomenti perlomeno più evoluti. Da “neocon”. Sull’inviolabilità della vita umana trovavo stucchevole il dibattito su quando l’embrione deve essere considerato essere vivente, figuriamoci questo odg che ignora il dibattito scientifico degli ultimi decenni. Un embrione non sa di essere al mondo mentre una donna lo sa. L’introduzione della Legge 194 in Italia ha cambiato mentalità, cultura. Ha fatto si che vergogna e condanna morale non pesassero più su quelle donne che dovevano affrontare una dolorosissima scelta. Una scelta che va lasciata al privato e non alla clandestinità per scelte che afferiscono alla sfera del privato. Oggi che siamo vicini alla crescita zero il figlio è nella maggior parte dei casi un dono. E la donna che sceglie di averlo, anche se sola, è considerata coraggiosa e responsabile. Una donna sceglie di abortire perché per stupro, incidente o altro è incinta. In un modo o nell’altro se vuole farlo lo farà lo stesso. E allora perché mettere a rischio la sua vita nella clandestinità. Lo Stato ha un atteggiamento pilatesco. L’ipocrisia e l’ignoranza dominano qui dentro”.
Elena Tonnini, Rete: “Questa istanza non chiede di legittimare l’aborto o di promuoverlo. Chiede semplicemente di depenalizzarlo perché la posizione morale tenuta in questi anni ha fatto in modo che la scelta venisse condannata invece di essere resa consapevole. L’approccio legislativo è un approccio di condanna nei confronti delle donne che devono affrontare questa scelta. L’aborto non è sempre determinato da traumi. Il ricorso a determinate scelte può essere legato anche a situazioni economiche e sociali particolari. L’ordine del giorno mira a indirizzare la scelta verso i privati. Io rispetto tutte le posizioni ma credo che il rispetto passi dall’accettazione del fatto che chi la pensa diversamente da te non fa, per questo, ragionamenti superficiali. Il diritto di autodeterminazione della donna deve essere a mio avviso inviolabile”.
Luca Santolini, Civico 10: “Faccio fatica a dire molto di più di quello che ha detto Francesca Michelotti che ha fatto un quadro lucido della situazione. Nessuno è a favore dell’aborto. L’aborto è un atto compiuto con estrema difficoltà da una donna che sta vivendo una situazione particolare. Tutti dobbiamo cercare di limitare il ricorso all’aborto. Io ho sentito diversi colleghi sostenere che il buon senso ha sempre prevalso e dunque che nessuna donna, nonostante la normativa, sia stata carcerata. Perché? Perché ci si basa sul fatto che nella vicina Italia c’è una normativa che invece lo consente. Questa è ipocrisia. Depenalizzare l’aborto è un'azione moralmente corretta. Non posso accettare che a San Marino rimanga un'ipocrisia di questo tipo”.
Stefano Canti, Pdcs: “Dinanzi a una scelta dolorosa ripugna pensare che le donne abbiano conseguenze penali. Ma dobbiamo pensare cosa significa depenalizzare l’aborto. Significherebbe legittimare un comportamento. Il quadro che ne delinea ha un impatto sociale in quanto modifica la società in cui i sammarinesi vivono. Nell’istanza manca la considerazione per il bambino, già concepito nel grembo materno che attende il decorso della cittadinanza. L’aborto non è un mero diritto della donna in quanto nessuno viene danneggiato dal godimento di questo diritto. L’esercizio di un diritto comporta la limitazione di diritti altrui: è il caso dell’aborto. Difendendo la vita difendiamo il futuro del nostro Paese”.
Tony Margiotta, Su: “Non ha assolutamente una funzione pedagogica questo odg. State nascondendo la testa sotto la sabbia. Meglio non intervenire. Meglio non fare niente. Meglio lasciare sole le persone che hanno abortito. E’ una vergogna. Questa è politica? Io mi aspettavo un dibattito più evoluto e culturalmente più avanzato. Invece date l’opportunità di poter andare fuori territorio. Resto basito. Io sostengo il diritto alla libera scelta che ogni donna deve avere. Le leggi per me devono garantire la libera scelta. La politica non può intervenire sotto certi aspetti. Deve garantire e tutelare. E non dire “noi di certi argomenti non vogliamo parlarne: andate fuori territorio”. Ecco perché voteremo “si” all’istanza d’Arengo”.
Giovanni Lonfernini, Upr: “Difficile che i due partiti di maggioranza possano trovare un’intesa su un tema come quello in discussione quest’oggi: il Psd aderisce al Partito socialista europeo mentre il Pdcs al Partito popolare europeo. San Marino dovrà iniziare ad abituarsi ad affrontare problemi di questo tipo perché l’evoluzione della giurisprudenza internazionale in tema di diritti civili ci porterà ad affrontare temi molto divisivi. Il testamento biologico, l’eutanasia etc. Mi piacerebbe che questi temi fossero trattati con meno posizioni di parte e meno stili di approccio “post sessantottini”. Penso che occorrerebbe maggiore sforzo per affrontare una problematica complessa. Il tema del diritto alla vita riguarda tutti”.
Denise Bronzetti, Indipendente: “Anche io penso che le posizioni all’interno della maggioranza non sono tutte uguali. Il tema trattato è complesso e investe una sfera personale, emotiva ed anche religiosa. Non mi addentrerò nelle diverse posizioni ma entrerò nel merito del quesito e dell’istanza d’Arengo. Io sono contraria all’aborto ma il mio pensiero non mi dà il diritto di pensare che anche tutto il resto del Paese o del mondo possa essere contrario all’aborto. Questo significa essere Stato laico e democratico. Io sono convinta che la vita stia già nell’embrione ma questo non dà il diritto né a me né ad altri di decidere cosa è perseguibile da un punto di vista legale e cosa non lo è. Lasciamo libere le donne di decidere se e dove abortire. L’aborto è certamente depenalizzato nella mia testa. Non mi aspetto da uno Stato democratico e laico però che consenta senza alcun tipo di regola l’aborto. Usciamo dall’ipocrisia, cerchiamo di prevenire e di parlare di queste cose nelle sedi più opportune. Anche su questo la religione può avere un ruolo importantissimo”.
Luca Lazzari, Indipendente: “La legge 194 in Italia si è rivelata una legge per la vita e non contro la vita. Oggi alle esigenze delle donne sammarinesi rispondono i consultori e le strutture sanitarie italiane. E purtroppo l’ordine del giorno manifesta solo il disinteresse del Governo a questa condizione. Una grande ipocrisia. Il Psd per storia e cultura dovrebbe combattere questa battaglia ma per mantenere gli equilibri di maggioranza preferisce disconoscere se stesso respingendo l’istanza. Un leitmotiv che si ripete ogni volta. L’atteggiamento di chi cerca di nascondersi dietro a un dito. Se ritrovaste l’orgoglio su questa votazione un’altra maggioranza la potrete trovare. Se avete bisogno di strumenti giuridici per imporre la vostra morale dimostrate tutta la debolezza della vostra fede”.
Roberto Ciavatta, Rete: “L’ordine del giorno è un modo ipocrita per nascondere il problema sotto il tappeto. Nel momento in cui si va in cui si dice siamo contro l'aborto si va su un terreno che non accetta sconfinamenti: la soluzione non si risolve. La questione della libertà della donna di abortire non è una questione connessa al diritto alla vita ma è una questione connessa alle libertà civili. Non va bene dire l’aborto si può fare ma fuori di qui oppure che le persone dello stesso sesso possono fare quello che gli pare ma senza farsi vedere. E’troppo facile dire tutto questo e poi dire che si vuole concorrere con i paesi moderni. La questione non è di tipo teologico”.
Andrea Zafferani, C10: “Se si parte “sono contro l’aborto” non si può assolutamente ragionare. Come se qualcuno in Aula fosse a favore dell’aborto. E’ una cosa che nessuno si augura in Aula. Questa scelta estrema e dolorosa va regolamentata al di fuori di questi slogan. Spero che, come tentarono di fare i movimenti giovanili qualche anno fa prima che intervenissero i colonnelli, si riesca a dire basta agli slogan”.
Ivan Foschi, Su: “Se da tanti anni siamo in questa situazione c’è un problema politico. Quando eravamo al Governo con il Psd c’erano alcuni colleghi che sui temi etici rivendicavano la libertà di coscienza e di voto. Perché un partito laico, come dite essere il vostro, deve passare sotto le forche caudine della Democrazia Cristiana? A chi ha ricordato che noi siamo la Terra della Libertà ricordo quello che c’è scritto dietro i banchi dei consiglieri presenti in quest’Aula: “Vi lascio libero dall’uno e dall’altro uomo” ovvero dal Papa e dall’Imperatore. Provo ammirazione per chi ha una propria visione e ci crede in assoluta buona fede. Ma questo odg mantiene l’impianto medioevale del nostro codice per cui a San Marino c’è il carcere per chi abortisce mentre chi va in Italia non rischia. L’importante è che l’aborto non avvenga qui. La differenza tra un approccio laico ed uno integralista è che l’approccio laico riconosce tutte le opinioni mentre quello integralista o religioso presume che il suo Credo debba essere imposto a tutti”.
Nicola Renzi, Ap: “La legalizzazione dell’aborto è una legalizzazione dell’omicidio”. E’ una citazione di Pasolini. Io credo che in questa frase stia il senso della laicità. La semplice richiesta di depenalizzare l’aborto implica che allo stato attuale non ci sarebbero regolamentazioni. Le sensibilità presenti nell’istanza mirano a garantire il diritto all’aborto. Alcuni hanno contrapposto il diritto degli uomini a quello delle donne e a quello dei nascituri. Uomini e donne non sono contrapposti in questa vicenda. Il punto di vista della donna deve essere quello prioritario ma attenzione a creare un conflitto anche in questa valutazione. Se in base a principio di laicità arriviamo a stabilire la sacralità della vita come facciamo poi ad andare a prendere altre decisioni? Il principio della vita qui vale più di tanti altri”.
Franco Santi, C10: “Quando si alzano muri di fede si rinuncia a capire le ragioni dell'altro e si compiono la mancanza di rispetto e razionalità. La politica ha fatto la scelta di non scegliere. Non ci si è immedesimati in quella persona che per mille diverse motivazioni si trova ad affrontare spesso da sola in modo drammatico questa scelta ed è una mancanza ipocrita. L'istanza chiede al Consiglio di occuparsi di questo problema”.
Marco Podeschi, Upr: “Il problema consiglieri e concittadini è avere massimo rispetto delle posizioni delle persone. Nel tempo questo articolo del codice penale, malgrado i cambi di governo, non è mai stato cambiato. Sulle istanze ci spertichiamo su tutto, qui parliamo di temi etici importanti, l'etica viene prima di tutto in politica, quindi viene a cadere il secondo argomento, se devo affrontare con coscienza l'odg di maggioranza resto infatti perplesso. A me non piacciono le scorciatoie, sulle istanze è o si o no, inutile inventarci altro e bypassare, per non urtare sensibilità politiche, presentando un Odg. Su questi temi di etica confrontiamoci, ma non ricorriamo a piccole scorciatoie giuridiche dove diciamo che a San Marino l'aborto è illegale, ma fuori no. Se parliamo di sostanze stupefacenti allora ne caldeggiamo l'uso nel circondario? Sull'odg confermo voto contrario dell'Upr”.
Gerardo Giovagnoli, Psd: “Mi spiace si utilizzi questo tema per colpevolizzare il Psd, se è un dogma avere una posizione netta in Aula, perché nessuno dei presenti in questi anni ha presentato un progetto di legge? Forse perché avere posizioni nette e non arrivare a una sintesi è un'operazione inutile. Come laico che ha come principio la sacralità della vita sono contrario alla pena di morte. Ma non posso sempre dire sì all'aborto terapeutico. Su questo si innescano ragionamenti sul fatto che siamo a San Marino, con un numero limitato di abitanti, e dove le posizioni sono molto diverse. Siamo sicuri che con il principio di depenalizzazioni non si vada a creare comunque un vuoto difficile da colmare? Il trattamento dovrebbe essere fatto in Repubblica, siamo sicuri che questa sia la risposta per le nostre donne? Il ragionamento comunque non si conclude oggi, dato che è stato depositato un progetto di legge. Io come riformista e laico posso avere una posizione forte ma non posso aspettarmi di affrontare procedendo a carro armato contro parti politiche che hanno una posizione opposta. Dovremo ragionare su come la scelta dell'aborto sia la più lontana possibile, su come quel dilemma sia più facilmente risolvibile con un'altra mentalità, con la prevenzione, informazione, con il sostegno alla famiglia. Mi interessa non l'aborto, ma come evitarlo. Detto questo non è detto che non si arrivi a certe scelte in determinate condizioni. E' su questo che l'Odg si concentra”.
Manuel Ciavatta, Pdcs: “Cito un numero, 5 milioni e mezzo sono gli aborti in Italia dal '78 a quest'anno, quasi un Olocausto. Chiedo di fare un minuto di silenzio per ricordare questi bambini che non sono nati. Non è un atto banale, ma qualcosa di fronte cui non possiamo dibattere in maniera leggera, c'è di mezzo la vita dei bambini. E' vero che i numeri degli aborti, da quando l'Italia sono stati resi legali ad oggi è diminuito, erano 220 mila e sono diventati quest'anno 105 mila. Però Michelotti si devono considerare anche il numero di pillole del giorno dopo e i metodi contraccettivi odierni.
Si è parlato di ipocrisia, ci avete dato degli ignoranti, irrazionali, credo che l'ipocrisia sia in chi non accetta i dati della scienza sull'origine della vita. Non si può dire che è avanti la legge italiana che consente di uccidere un bambino fino a tre mesi e dopo tre mesi in caso di malattie congenite. Il nostro partito è contrario all'istanza e dire che non è perseguibile l'aborto in Italia non significa diminuire la gravità di questo gesto”.
            Dichiarazione di voto su Odg /approvato con 29 voti a favore, 22 contrari, un astenuto un non votante.
Andrea Zafferani, C10: “Ribadisco che questo Odg non chiede al Consiglio di fare una legge sulla materia di cui avremo necessità, ma si limita 'a verificare entro 3 mesi le necessarie modifiche al codice penale volta a confermare la non perseguibilità a san marino di chi si sottopone ad un aborto fuori'. Alla faccia della tutela della vita. E' ipocrisia odiosa”.
William Giardi, Upr: “Rimanendo sul tema dell'Odg di maggioranza dichiaro il nostro voto contrario, non si può non essere d'accordo sul comma due. Ma sul comma uno faccio presente che l'articolo del codice penale sammarinese 'reati commessi fuori al territorio sammarinese non contempla l'articolo 153, quindi è un comma ridondante, perché già previsto dal codice penale vigente. Chiedo un chiarimento agli avvocati di maggioranza perché non capisco la necessità di questo comma, se non come tentativo di trovare una mediazione conciliante tra le forze in maggioranza”.

            Istanza d'Arengo n.10 perché l’istituzione della famiglia sia tutelata in un’accezione ampliata atta ad includere quella costituita da persone dello stesso sesso e perché sia riconosciuta la validità dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero. Dibattito da proseguire.
Francesco Mussoni segretario di Stato per la Sanità: L'istanza è complessa, lo strumento si conferma uno strumento di democrazia su piccoli e grandi temi. E credo il dibattito debba prescindere da ideologie e posizioni di bandiera, ma deve tenere conto della nostra realtà culturale. L'istanza va a capovolgere il concetto di famiglia sancito dalla legge che è quello tra uomo e donna che si uniscono in matrimonio o per dare luogo a una famiglia, è nostra cultura e tradizione e questa istanza credo vada a ribaltare i concetti. La posizione del congresso: per noi va confermato il concetto tradizionale di famiglia. E' vero anche che l'istanza evidenzia una necessaria esigenza di diritti individuali che devono trovare riscontro, ma è un piano diverso. Non escludiamo diritti individuali che possono trovare riscontro nelle modifiche di legge. L'istanza da un lato va respinta perché dà un concetto di famiglia diverso, ma individua diritti individuali che possono trovare disciplina in provvedimenti futuri, come la Legge 118 n. 10 sui permessi di convivenza. Auspico che questa posizione possa essere affermata in un Odg condiviso”.
Manuel Ciavatta, Pdcs: “Il diritto di famiglia del 1986 prevede che la famiglia sia formata da un uomo e una donna e che sia fondata sul matrimonio. Non ci sono preclusioni al riconoscimento dei diritti civili. Ma la famiglia, intendo quella formata da un uomo e da una donna, è un soggetto che per lo Stato è estremamente importante per il benessere della comunità. Siamo per non accogliere l’istanza d’Arengo ma nostro impegno è per proporre un ordine del giorno che vada a rafforzare l’impegno preso tempo fa di consentire la convivenza anche a persone dello stesso sesso. “Il Consiglio Grande e Generale ribadisce il ruolo fondamentale della famiglia e l’impegno per promuoverne il benessere e impegna il Governo a elaborare modifiche di legge utili, tra le altre cose, a introdurre il percorso di convivenza per coabitazione a fini solidaristici e mutuo aiuto, regolamentare l’ottenimento del permesso di soggiorno per coloro a cui è stato concesso il permesso di convivenza dopo un congruo lasso di tempo. (…..) Ad avviare un ampio confronto sulle questioni patrimoniali in caso di morte di uno dei conviventi. E a confermare genitorialità come prerogativa unica della famiglia formata da coppie uomo/donna”. Questo per ribadire posizione del nostro partito: continuare ad avere la famiglia come soggetto fondamentale per il nostro paese e aprire anche a un riconoscimento di quei diritti civili per coloro che desiderano convivere in questo paese vedendo riconosciute le proprie prerogative. Siamo però contrari all’istanza”.
Simone Celli, Ps: “Il Ps manifesta grande attenzione alla tematica dei diritti civili e nel suo progetto 'destinazione 2024' ha avanzato la proposta di aprire un tavolo bipartisan per affermare l'ampia tematica dei diritti civili. Il nostro Paese su una serie di questioni è rimasto in dietro in nome del conservatorismo, ma riteniamo necessario ricercare condivisione. A nome del Ps esprimo parere favorevole all'istanza, vogliamo mantenere un approccio pratico, basato su una visione laica dello Stato. Riteniamo necessario il riconoscimento delle unione civili, rappresenterebbe indubbiamente un passo in avanti verso quello che deve essere uno Stato laico, e non confessionale. Siamo uno Stato laico e questo tema delle unioni civili deve essere affrontato. Ribadisco il voto favorevole del gruppo del Ps a questa istanza”.
Andrea Belluzzi, Psd: “Ringrazio gli istanti per aver aperto un dibattito su un tema attuale e importante. Ritengo infatti importante soffermarsi sulla richiesta di riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso e di trattamento paritario nella sanità, istruzione, legislazione, etc. Come Psd abbiamo già approvato un Odg che impegna affinché  l'uguaglianza dei diritti civili fra persone dello stesso sesso sia un obiettivo raggiungibile. E' il momento per consentire a tutte le persone di vivere liberamente le propria relazione, per garantire il diritto di convivenza ed è opportuno dare una struttura giuridica a questo rapporto, senza mettere in discussione la centralità della famiglia.
In una relazione consolidata, a prescindere del sesso, credo sia doveroso riconoscere l'impegno reciproco. Per esempio, in caso di separazione l'impegno di un un contributo di sostegno economico in caso di difficoltà. Sono disposto a dare parere contrario all'istanza, in favore però dell'apertura di un confronto volto a legiferare sulla convivenza delle persone. E' un'altra cosa dalla famiglia, ma anche in questo devono nascere diritti e doveri tra le persone”.

18 settembre 2014

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