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Consiglio Grande e Generale 12-22 dicembre 2014

 

Seduta di giovedì 18 dicembre



            Il quinto giorno di lavori consiliari riprende dal bilancio di Previsione dello Stato per l’esercizio finanziario 2015. Nel corso dell'esame dell'articolato, la maggior parte delle proposte avanzate dalla minoranza sono respinte. Ad eccezione di due emendamenti. Il primo accolto è quello proposto da  Rete all'articolo 26  per prevedere, entro il 30 giugno, una ricognizione delle sedi diplomatiche e la conclusione della riforma del corpo diplomatico. Il secondo emendamento approvato è quello di Denise Bronzetti, consigliere indipendente di maggioranza, articolo 27 ter”  che sostituisce la tabella “A” del Decreto delegato del 321 Marzo 2014 n. 47. In sostanza, la proposta di Bronzetti estende la riduzione del 50% del gettone per i pensionati membri di Cda e collegi sindacali di enti e aziende pubbliche (come previsto dal decreto) anche al compenso fisso mensile. 
In dettaglio:
Dell'articolo 24 “Riconoscimento della professione di apicoltore” le opposizioni tornano a criticarne l'inserimento in Finanziaria, ma i due emendamenti abrogativi di Cittadinanza attiva e Rete sono respinti.
All'Art.25, “Disposizioni diverse per l’impiego di fondi per lo sviluppo delle relazioni internazionali”, Rete ritira l’emendamento modificativo al comma 3 in quanto recepito già nel testo del governo che prevede l'assegnazione di borse di studio “previa selezione mediante bando pubblico”.

All'Articolo 26 , “Proroga convenzioni di carattere diplomatico”, viene accolto un emendamento dei tre presentati da Rete che impegna il congresso di Stato a concludere l'iter di riforma della legge 105/1993 sul riordino del corpo diplomatico entro il 30 giugno, così come a svolgere una ricognizione sulle sedi diplomatiche nell'ottica della spending review, sempre entro il 30 giugno. Respinto quello di Cittadinanza attiva per abrogare le indennità dei diplomatici.
            Il Consiglio grande e generale inizia quindi ad affrontare una serie di emendamenti e articoli relativi alle incompatibilità di incarichi a nomina politica. Cittadinanza attiva presenta l'emendamento“Articolo 26 ter”  per prevedere che chi ha incarichi direttivi o di rappresentanza in partiti politici o movimenti non possa essere incaricato con nomina dagli enti pubblici e dalle società partecipate dallo Stato. La proposta viene respinta.
Quindi Denise Bronzetti, consigliere Indipendente di maggioranza, presenta due emendamenti, respinto il primo aggiuntivo dell’articolo 27 bis “Divieto di cumulo di più incarichi pubblici”, quando la nomina deriva dallo Stato, enti o società partecipate. Accolto invece il secondo,articolo 27 ter”  che sostituisce la tabella “A” del Decreto delegato del 321 Marzo 2014 n. 47.  La seduta pomeridiana si chiude all'Art.30 “Imposta sui beni di lusso”, con la modifica del governo che prevede un rialzo del 20%. I lavori riprenderanno in seduta notturna.

Di seguito un estratto del dibattito odierno.
Comma 5. Legge di bilancio di Previsione dello Stato per l’esercizio finanziario 2015.
            Dibattito sull'Art. 24 (Riconoscimento della professione di apicoltore) Ca e Rete presentano due emendamenti abrogativi dell'intero articolo. Entrambi respinti.
Mimma Zavoli, C10: “E' un po' anacronistico trovare in Finanziaria la professione di apicoltore. Quest'articolo, al di là dell'aspetto anche bello della professione, legata al presidio ambientale, qui non ha alcuna attinenza. Passiamo dalla discussione di 30 mln di euro per grandi opere e di colpo consideriamo una professione che starebbe bene in un altro contesto normativo”.
Elena Tonnini, Rete: “Ci troviamo in imbarazzo perché all'interno di una Finanziaria si parla di agricoltura. Cercherò di fare un piccolo appello anche entrando in merito di questo articolo. Ribadisco che è fondamentale affrontare finalmente anche questo problema, non è possibile che i professionisti si rivolgano ogni sei mesi al congresso di Stato per avere la licenza. Però come viene risolto il problema? Si rimanda a decreti delegati. E non si può relegare il ruolo del professionista apicoltore a quello dell'operatore agricolo. O stabiliamo che uno di mestiere fa l'agricoltore, o stabiliamo che fa l'apicoltore e si appoggia ai terreni degli agricoltori”.
Antonella Mularoni, segretario di Stato per il Territorio: “Mi sentivo in dover nei confronti degli agricoltori che da tempo chiedono di poter lavorare a San Marino con modalità esistenti in altri Paesi.  L'intenzione alla base di questo articolo era quella di colmare la lacuna del nostro ordinamento a fronte di un'attività che si sta sempre più espandendo nel nostro Paese. In più abbiamo un problema pregresso e a inizio dell'anno dobbiamo sempre dare licenza a un apicoltore, il principale che opera a San Marino. E' quindi un provvedimento tampone per dare seguito a un'istanza d'Arengo approvata all'unanimità mesi fa. Il Decreto viene previsto per necessità di coordinamento di normative diverse. Il prossimo anno intendo portare in Aula la nuova legge dell'agricoltura, perché l'attuale è datata e valuteremo se inserire l'apicoltura o meno. Se l'Aula boccia articolo interverremo in altri modi”.
Marco Podeschi, Upr: “E' uno degli articoli per cui vale anche pagare un biglietto per venire in Aula. Il segretario di Stato ha detto cose sacrosante, ma la maggioranza ci rinfaccia continuamente che i nostri emendamenti non sono a tono con la Finanziaria e non mi piace questo comportamento. Tra l'altro l'articolo è beffardo, il primo comma è enunciazione pura, l'ultimo demanda a un decreto delegato, alla fine si finisce sempre con decreto. Allora cerco di capire dietro le righe e mi chiedo  non si poteva fare un decreto ad hoc su questa normativa? Tante ne fate già centinaia”.
Gian Matteo Zeppa, Rete: “Come l'anno scorso sono inserite in Finanziaria cose che nel contesto non hanno nulla a che fare. Non perché non siano urgenti e necessarie, ma richiederebbero uno sviluppo ben più importante che in Finanziaria. Chiediamo quindi l'abrogazione di questo articolo, fate invece un progetto di legge”.

            Dibattito sull'Art.25. (Disposizioni diverse per l’impiego di fondi per lo sviluppo delle relazioni internazionali)
Rete ritira l’emendamento modificativo al comma 3 in quanto recepito già nel testo del governo che prevede l'assegnazione di borse di studio “previa selezione mediante bando pubblico”.
Elena Tonnini (Rete): “Lo ritiriamo perché sostanzialmente dopo un confronto con maggioranza e governo è stato recepito”. Rete presenta un emendamento aggiuntivo del comma 4 “gli oneri e le spese di cui ai commi 1 e 3 sono preventivamente sottoposte al vaglio della Commissione per la Finanza Pubblica la quale dovrà valutare la coerenza con le esigenze di revisione della spesa pubblica”.
Marco Podeschi (Upr): “Teniamo molto all’aspetto legato ai bandi pubblici per i cittadini sammarinesi. Crediamo molto nella formazione della nostra classe dirigente”.
Gian Matteo Zeppa (Rete): “Il primo emendamento è stato recepito. Ma chiedo al Segretario di Stato a che punto siamo sul progetto di legge di riforma della carriera diplomatica?”.
Marino Riccardi (Psd): “Al punto 3 dell’articolo 25 toglierei la dicitura “e/o selezione” perché ritengo opportuno effettuare appositi bandi di concorso. E’ giusto che tutti i cittadini siano sullo stesso piano. Servono bandi di concorso. Il Congresso non può scegliere chi gli pare”.
Pasquale Valentini, Segretario di Stato agli Esteri: “Il comma 4 è trasferito all’articolo 47 perché lì è fuori luogo. Il consigliere Tonnini chiede di avere più informazioni sul negoziato con Ue. Alla luce del mandato arrivato, prevedo che si predisponga per il prossimo Consiglio una possibilità di avere un comma specifico su questo tema per poter definire un Piano d’azione in cui specificare contenuti, metodi e strumenti del negoziato. Al consigliere Riccardi dico che non ho difficoltà a togliere il termine “e/o selezione”. Sui bandi di selezione specifico che la loro attivazione è rigorosa come quella dei bandi di concorso. Le prove possono essere diversificate ma sono due modalità di bandi pubblici regolamentati. Il concetto è stato inserito perché potremmo avere immediatamente la possibilità di utilizzare persone già formate da inserire in fase operativa. Il bando di selezione non è stato previsto per consentire al 'Congresso di prendere chi vuole'. Col bando di selezione abbiamo uno strumento utilizzabile immediatamente mentre con i bandi di concorso occorre più tempo. Ribadisco comunque che se costituisce un problema possiamo toglierlo”.
 Giancarlo Capicchioni, Segretario di Stato alle Finanze: “Siamo contrari all’emendamento di Rete. Per gli altri aspetti credo sia stato chiaro il collega”. L'emendamento di Rete è respinto.

            Dibattito sull'Emendamento del governo “Art 25 bis. (Integrazioni al comma 4 dell’art.49 della Legge n.174/2013)”volto a sanzionare chi occupa abusivamente terreni agricoli di proprietà pubblica. Accolto.
Antonella Mularoni,  segretario di Stato al Territorio: “La finalità di questo articolo è semplicemente per chiarire chi deve applicare le sanzioni e con quali modalità. E’ una maniera per consentire allo Stato di monetizzare più velocemente le sanzioni per abusiva utilizzazione dei terreni dello Stato. Elena Tonini (Rete): “Chiedo maggiori delucidazioni. E’ particolare pensare che debba essere lo stesso abusivo a denunciare agli uffici preposti il fatto che sta abusando di un terreno dello Stato. Non vorrei che con questo articolo la sanzione venisse diminuita. Inizialmente era calcolata nell’ordine di 10 volte il canone d’affitto. Il rischio è che potremmo trovarci davanti a un condono agricolo”.
Maria Luisa Berti (Ns): “Esprimo assoluta condivisione dell’emendamento del Governo. Chiedo ricognizione su tutte le concessioni in uso, in particolare di terreni. Mi risulta che molte di queste concessioni non siano soddisfacenti. Ci sono situazioni di grave incuria e sarebbe opportuno, in taluni casi, agire con risoluzioni contrattuali”. Augusto Michelotti (Su): “A San Marino, quando uno viene a sapere di essere in prossimità di un terreno dello Stato poi si allarga. E raramente trova qualche opposizione. E’ uno dei nostri problemi: la deregulation. In questo Paese non paga mai nessuno le proprie colpe. Non c’è niente di più odioso che approfittare dei beni comuni”. Franco Santi (Civico 10): “Appoggiamo questo articolo. La differenza in queste situazioni non fa la buona norma, ma rendere effettiva la norma. A San Marino ci sono grossi problemi di effettività della norma”. Gian Matteo Zeppa (Rete): “Chiedo maggiori delucidazioni soprattutto per quanto riguarda l’apparato sanzionatorio”. Stefano Canti (Pdcs): “Chiariamo semplicemente chi deve applicare le sanzioni in seguito a quanto previsto dalla Finanziaria dello scorso anno. E’ improprio parlare di sanatoria. Non c’è alcuna sanatoria”. Grazia Zafferani (Rete): Sono contenta del fatto che le verifiche vengano fatte. Mi chiedo se poi dopo le verifiche vengono fatte le sanzioni. Chiedo al Segretario quanti sono i terreni occupati abusivamente? E se coloro che abusavano usufruiscono ancora dei sussidi dello Stato. La risoluzione dei contratti è meglio della sanzione”. Gian Franco Capicchioni, segretario di Stato per le Finanze: “Identifichiamo solo le competenze di chi va ad applicare le sanzioni. Non è una sanatoria perché con questo emendamento le sanzioni saranno più alte. Numero abusi? Al momento non abbiamo il dato, ma lo faremo avere al Consiglio. Chi ha commesso gli abusi sarà sanzionato”. L’articolo presentato come emendamento dal Governo è approvato

            Dibattito sull'Art.26 “Proroga convenzioni di carattere diplomatico”
Viene accolto a maggioranza l'emendamento di Rete in subordine aggiuntivo dei commi 3 e 5:
Elena Tonnini, Rete: “Nella diplomazia, a nostro avviso e per il gruppo di revisione delle spese, ci sono diversi ambiti di intervento dove tagliare. Non diciamo che la diplomazia non sia importante, ma che alcune parti vanno ampliate, altre sono invece risultate un danno per la nostra Repubblica. Nel primo emendamento chiediamo di riconsiderare gli agenti diplomatici e consolari e le spese connesse. Ci rivolgiamo non agli agenti di carriera, ma a quelli diplomatici e a disposizione, che non esistono in altri Paesi e non sono riconosciuti a livello internazionale. Sono titoli spesso usati in passato per amici e per nomine dirette e comportano spese, a nostro avviso, non motivate. Diamo per tanto al congresso mandato di ridurre sedi e numero dei diplomatici. Poi un emendamento per concentrare l'operatività del corpo diplomatico nelle sedi strategiche e per cessare l'operatività di ambasciate e consolati presenti, nonché gli incarichi diplomatici istituiti per altre sedi. Si prevede poi che dove verranno sospese le presenze diplomatiche sammarinesi all'estero, si beneficerà dell'articolo 3 della Convenzione di amicizia e buon vicinato del 1939 con l'Italia. In subordine, presentiamo un'altra proposta di un taglio delle spese pari almeno al 10% dei costi totali afferenti alle sedi diplomatiche sammarinesi all'estero. Quindi entro il 30 Giugno 2015 il Congresso di Stato dovrà svolgere una ricognizione effettiva delle attuali sedi diplomatiche sammarinesi, ottemperando a quanto indicato nella relazione conclusiva del gruppo per la riduzione della Spesa Pubblica. Diamo un segnale a questo Paese”.
Franco Santi, C10: “Noi semplicemente aggiungiamo una postilla per dare quel segnale richiesto anche da Tonnini per chiedere l'abrogazione delle  indennità dei diplomatici in carriera, in attesa della legge sul riordino del corpo diplomatico. Per estendere il discorso delle indennità dei dipendenti Pa anche al corpo diplomatico”.
Grazia Zafferani, Rete: “Tutti gli emendamenti di Rete chiedono un riordino necessario, sono d'accordo anche sulla proposta di C10, visto che siamo in attesa della legge in seconda lettura sul riordino del corpo diplomatico. Si va da 900 mila euro per un appartamento a Strasburgo, ad affitti da 60 mila euro, altri 60 mila euro per spese condominiali..ci sono spese, a nostro avviso, che in situazione di deficit finanziario necessitano di una revisione, per distinguere ciò che è necessario e ciò che non lo è. Gli emendamenti di Rete vanno in questa direzione”.
Gian Matteo Zeppa, Rete: “Per il secondo anno consecutivo viene presentato in Finanziaria un articolo fotocopia perché non è stata legittimata la riforma della legge sulla carriera diplomatica. Sappiamo gli enormi scandali perpetrati anche a causa di personaggi infami cui è stato dato incarico diplomatico. I nostri emendamenti danno tempistiche inoltre che possono essere modificate se recepite dal governo, se si volesse proporre un'altra data”.
Massimo Cenci, Ns: “Nelle sedi diplomatiche probabilmente si cela qualche spesa inutile, concordo quindi su molte delle cose dette dai colleghi che mi hanno preceduto. In questo momento quando si parla di costi pubblici occorre un'analisi sul rapporto costi-benefici. Non so se i termini sono corretti, ma ritengo che su un argomento del genere è opportuno ragionarci per trovare condivisione”.
Maria Luisa Berti, Ns: “Ci tenevo anche io per esprimere condivisione della ratio dei rilievi mossi dai rappresentanti di Rete. C'è necessità di riordino delle rappresentanze e nello specifico delle sedi diplomatiche, ciò è stato oggetto anche di uno specifico confronto in maggioranza. In quel contesto è stata considerato l'avvio della revisione delle spese di quel settore, si potrebbe quindi rafforzare il testo emendato dal governo per dare maggiore efficacia alla revisione e riordino delle sedi, alcune hanno costi eccessivi, forse avere due sedi consolari vicine, come Ravenna e Rimini, è ridontante”.
Nicola Renzi, Ap: “A volte anche dei 'no' si trasformano in 'sì' quando si fa confronto preventivo. Infatti già durante agli incontri preventivi avuti con Rete si sono ritenute queste proposte plausibili.  Non vorremmo poi che suonasse come cosa punitiva. È un cosa logica e opportuna da portare a termine. Ben venga la possibilità di accogliere nello spirito parte di quello che è stato proposto, fermo restando alcuni punti che chiarirà il segretario di Stato”. 
Andrea Belluzzi, Psd: “Gli emendamenti di Rete non sono solo volti alla riduzione di spese nelle sedi, loro stessi hanno detto eventualmente di potenziare a livello strategico quelle sedi che dovranno avere in futuro maggior investimento”.
Luca Santolini, C10: “Sulla revisione delle sedi strategiche anche noi siamo assolutamente favorevoli agli emendamenti di Rete. Sulle indennità crediamo vadano intanto abrogate e regolamentate poi meglio”.
Luigi Mazza, Pdcs: “La ricognizione richiederà una valutazione di tutte le presenze diplomatiche in atto in funzione per la politica estera che è sempre più attiva in rapporti non tanto bilaterali, con l'Italia, ma plurilaterali e non più solo con l'Italia. Dalla maggioranza c'è disponibilità a valutare gli emendamenti proposti, non credo però che dobbiamo ricorrere alla convenzione del '29, e quindi delegare ad altri funzioni per il nostro Paese non è accettabile. Ma la proposta di Rete e l'invito a una ricognizione entro il 30 giugno deve essere accolta. Sul punto 4, ritengo che forse il taglio può essere anche più alto, ma bisogna attendere la ricognizione per valutarlo. Quindi sì ai punti 3 e 5, anche se i termini sono stretti.
Pasquale Valentini, segretario di Stato per gli Affari esteri: “Non ho difficoltà ad accogliere negli emendamenti proposti le due preoccupazioni, la prima contenuta nell'articolo in subordine quando dice che entro il 30 giugno c'è l'impegno a portare a riforma, e la seconda che impegna entro la stessa data a una ricognizione delle sedi diplomatiche. E' una verifica già iniziata da tempo e ha portato già risultati. Nei consuntivi 2012 e nell'assestato 2014 la spesa esteri è diminuita in 541 mila euro sui 5 mln di euro totale, quindi di oltre il 10%, e la maggior parte della riduzione è stata sul personale. Vorrei avessimo degli ordini di grandezza. La spesa di tutta la politica estera, sedi e viaggi, è poco più dell'1% della spesa pubblica totale, spendiamo più per i trasferimenti al Cons. E' la cenerentola delle spese. Sulle indennità: tutte devono essere riviste, ma non credo accoglibile un intervento specifico sulla carriera diplomatica senza una revisione generale”.
Elena Tonnini, Rete: “Sono quindi recepiti due commi di tutti i nostri emendamenti. Ringraziamo per la disponibilità, dispiace per il comma 4 dell'obiettivo del 10%. Si accetta di portare la legge entro il 30 giugno 2015 e la revisione delle sedi. Va bene, gli emendamenti sono migliorativi”. 

            Dibattito all'Emendamento “articolo 26 ter” presentato da Civico 10/Respinto
Andrea Zafferani (Civico 10): “Parliamo di incarichi di nomina e non di incarichi che derivano da concorsi. Prevediamo che chi ha incarichi direttivi o di rappresentanza in partiti politici o movimenti non possa essere incaricato con nomina dagli enti pubblici e dalle società partecipate dallo Stato. E’ storia purtroppo di questo paese vedere assegnare generosissimi incarichi di consulenza solo per il fatto di avere un ruolo nei partiti e senza avere particolari meriti”.
Marco Podeschi (Upr): “In passato noi avevamo sollevato medesime problematiche su alcuni enti. Non su tutti come fa Cittadinanza Attiva. Tra l’altro sono stati dimenticati alcuni incarichi come il direttore di dipartimento, l’addetto di segreteria, i distacchi all’interno delle Segreterie di Stato. Se ragionamento deve esserci dobbiamo farlo anche su questi incarichi qui”.
Luca Santolini (Civico 10): “Non è stata una dimenticanza ma cosa voluta perché quelle tre figure devono essere di fiducia del Segretario di Stato”. Luigi Mazza (Pdcs): “In un paese come il nostro, in cui la politica non è un mestiere, con questo tipo di norme stiamo escludendo parte della popolazione dall’attività politica. Un libero professionista che riveste un ruolo all’interno del partito o è pensionato o ricco ereditiere o pubblico dipendente perché altrimenti non potrebbe ricevere alcun incarico da enti pubblici”. Mimma Zavoli (Civico 10): “Le dichiarazioni di Mazza denotano come, a suo parere, le proposte o vengono dalla maggioranza o non sono buone. Secondo me il consigliere Mazza non ha letto bene l’articolo”. Paolo Crescentini (Ps): “E' un dibattito interessante che pone l’attenzione su un aspetto delicato. E' un emendamento condivisibile che va sostenuto. Continuiamo a permettere a persone che hanno ruoli nei partiti di ottenere incarichi ben remunerati. Si sta continuando a mettere i consiglieri nelle condizioni di aver incompatibilità assurde mentre chi ha ruoli nei partiti può tranquillamente assumere incarichi dirigenziali”. Maria Luisa Berti (Ns): “Il testo dell’articolo colpisce solo i lavoratori autonomi. Sono limitazioni che a mio avviso andrebbero estese a tutte le realtà lavorative. E’ una formula discriminatoria”. Tony Margiotta (Su): “E' un emendamento che riguarda tutte le categorie lavorative. Non solo gli autonomi”. Valeria Ciavatta (Ap): “Lo spirito norma è più esteso nei suoi effetti. Si parla della consulenza, dello studio e anche dei ruoli dirigenziali e direttivi che sono nella pubblica amministrazione ma nel testo dell’articolo si parla solo di enti pubblici e partecipate. Andava specificato 'la P.A'”. Segretario di Stato alle Finanze Giancarlo Capicchioni: “Non si può far passare il concetto che chi ha ruoli nei partiti se assume incarichi per gli enti pubblici sia un inetto. Non possiamo essere d’accordo su questo. Posso capire la ratio dell’emendamento ma messo in questi termini è troppo pregnante e incisivo. Voglio salvaguardare anche quelle professionalità che abbiamo nel nostro paese”. L’emendamento è respinto

            Dibattito sull'Emendamento di Denise Bronzetti, consigliere Indipendente di maggioranza, aggiuntivo dell’articolo 27 bis “Divieto di cumulo di più incarichi pubblici”.
(Non è consentito cumulare incarichi di studio, consulenza, dirigenziali, direttivi e comunque nomine quale componente i consigli di amministrazione o i collegi sindacali di Enti e Aziende Pubbliche o di società partecipate sia direttamente che indirettamente dallo Stato, allorquando la nomina derivi da un organo dello Stato o da Enti, Aziende pubbliche o dalle suddette società partecipate).
Denise Bronzetti, Ind. : “Si torna a parlare di accumulo di incarichi. Sono qui a proporre l'emendamento all'Aula, se ci sono contributi di altre forze politiche possiamo discuterne”
Marco Podeschi, Upr: “Mi piace questo emendamento, sono curioso di vedere se la maggioranza lo approva. Ma viene applicato anche ai segretari di Stato? Potrebbe portare problematiche operative per vari enti, Banca centrale, Fondo servizi sociali etc.”
Giovanni Francesco Ugolini, Pdcs: “Mi piace l'emendamento che va verso la trasparenza. Chiedo alla collega di accettare alcune modifiche di accordare per una condivisione maggiore con i colleghi di maggioranza, un testo con alcune modifiche”.
Luigi Mazza, Pdcs: “Mi sembra che il testo appena letto si riferisca alle nomine del Cda e collegi sindacali di enti pubblici che avvengono da parte del Consiglio e del Congresso. Tutte le nomine fatte dalla nostra lista non hanno previsto accumuli di incarichi, pongo però il problema se può andare bene per forze politiche minori, con meno risorse umane disponibili”.
Paride Andreoli, Ps: “Continuiamo a parlare di incompatibilità in un Paese piccolo come il nostro finché un giorno non avremo più risorse umane a disposizione. Forse iniziamo a esagerare”.
Paolo Crescentini, Ps: “Preferisco la versione originaria di Bronzetti, così è fortemente limitato”.
Andrea Zafferani, C10: “Come Crescentini penso che l'emendamento debba essere accolto come era in origine, perché presenta il divieto di accumulo di incarichi includendo anche di consulenze e collaborazioni date dalla politica, incarichi che si prestano a favoritismi. La lettura di Ugolini limita agli incarichi dei membri del Cda. E' un peccato limitare un emendamento corretto così com'è”.
Gian Nicola Berti, Ns: “Per queste materia meglio un apposita legge sulle incompatibilità o un regolamento consiliare. Questo modo di affrontare tutto attraverso i divieti mi sembra un ragionare dal lato sbagliato. Meglio ragionare su competenze, se un Cda funziona, lo fa perché ci sono persone competenti. L'emendamento mi trova concorde. Trovo inopportuno cumulare incarichi, però non può essere un divieto assoluto, ma deve essere rimesso al senso della misura di chi è eventualmente un accentratore di incarichi”.
Tony Margiotta, Su: “Vorrei dare pieno sostegno del mio gruppo a questo emendamento che da un messaggio e va verso una direzione importante”.
Roberto Ciavatta, Rete: “La Dc vuole la modifica restrittiva. Resto perplesso dal fatto che sia un emendamento di maggioranza che viene a sua volta modificato dalla maggioranza, e in maggioranza c'è anche chi dice che questo non è il luogo giusto. Ma prendiamoci sul serio, dite apertamente che non volete andare in questa direzione. Noi sosterremo un emendamento di maggioranza che la maggioranza stessa chiede di posticipare in altro modo, forse iniziamo ad essere un po' stanchi”.
Gian Franco Capicchioni, segretario di Stato per le Finanze: “Come governo, su questo emendamento aggiuntivo si comprende la ratio. E' un argomento che necessita di regolamentazione e siamo d'accordo, Ma proporre un articolo in Finanziaria senza le dovute valutazioni e approfondimenti non è opportuno”.
Denise Bronzetti, Ind: “Non ritiro il mio emendamento, lo mettiamo in votazione”.
Respinto con 24 voti favorevoli, 26 contrari, un astenuto.

            Dibattito sull'Emendamento consigliere Ind. Denise Bronzetti aggiuntivo “articolo 27 ter” sostituzione della tabella “A” del Decreto delegato del 321 Marzo 2014 n. 47. Approvato a maggioranza.
Denise Bronzetti, Ind: “L'emendamento modifica la tabella A del decreto 31 marzo 2014 n. 47 che riguarda le misure applicative di riduzione della spesa per enti e società a partecipazioni statale. Si prevede che ai pensionati spetta il 50% del gettone, mentre per i dipendenti pubblici il gettone è previsto solo se al di fuori dell'orario di lavoro. Ho ritenuto proporre per chi ha reddito da pensione una riduzione del 50% sia sul gettito, sia sul compenso mensile”.
Marco Podeschi, Upr: “C'è un contratto, è inutile scandalizzarsi o nascondersi con la testa sotto la sabbia, ci sono 5 mila persone che hanno questo vantaggio. Non c'è equità tra lavoratori pubblici e privati”. 
Marino Riccardi, Psd: “Le problematiche poste dal consigliere Podeschi sono reali, ma l'emendamento è comunque un passo in avanti. Oggi c'è grossa disparità tra chi lavora nel pubblico e chi nel privato. Quello che propone Bronzetti mi sembra ragionevole, che per le riunioni fuori dall'orario di lavoro sia previsto il gettone, mentre durante l'orario di lavoro è ragionevole che percepiscano il loro stipendio. Ma problematiche possono insorgere per applicarlo”.
Vladimiro Selva, Psd: “L'attuale tabella vigente dice che a pensionati spetta il 50% gettoni di presenza, per dipendenti pubblici solo se la riunione avviene al di fuori dell'orario di lavoro. Ma il consigliere Bronzetti propone una modifica che riguarda solo i pensionati. Quindi credo che le sollecitazioni di Riccardi siano state ampiamente accolte nella formulazione del decreto”.
Valeria Ciavatta, Ap: “Se la tabella resta identica negli importi non vedo perché debba essere inserita in legge di Bilancio. Si può inserire la norma alla luce dell'osservazione fatta. Personalmente ritengo ci sia una inopportunità- perché l'incompatibilità non è prevista per legge- se un dipendente pubblico è anche nel Cda di un ente pubblico.  Comunque è da due giorni che parliamo di organi istituzionali e partiti, però mi sembra che stiamo un po' esagerando. Se si vuole fare la guerra degli uni contro gli altri non vedo perché un pensionato debba essere trattato diversamente da un dipendente che prende lo stipendio. Si guarda sempre lì, andiamo avanti così in questo Bilancio”.
Paride Andreoli, Ps: “Abbiamo parlato poco delle spettanze amministrative di noi consiglieri e di chi ruota intorno ai Consigli di amministrazione. Sul decreto delle Poste ci confrontammo e avemmo posizioni diverse ma, se non ricordo male, abbiamo condiviso che la politica ha un costo. Chi lavora nella Pa mantiene lo stipendio e prende un gestione di 35 euro, mentre chi lavora in ambiti privati si vede sottratto l’ambito di lavoro. Prendiamo 80 euro di fisso al mese, mentre i presidenti dei vari Cda, come l’Azienda di produzione, prende 420 euro. Credo che nell’ambito del confronto sul regolamento del Consiglio grande e generale si dovrà parlare anche di queste cose. Spero che i coordinatori convochino una riunione per parlare liberamente di questi temi perché nell’ultimo anno e mezzo non se ne è potuto parlare”.
Roberto Ciavatta, Rete: “L’emendamento chiede che il compenso fisso per i pensionati che sono all’interno di Cda ricevano il 50% e non il 100% del compenso fisso. Sono favorevole a questo dimezzamento. Ma non capisco perché non venga prevista anche per i lavoratori”.
Andrea Zafferani, Civico 10: “Siamo d’accordo con l’emendamento, anche se potrebbe essere esteso come dicevano Podeschi e Ciavatta. Riteniamo che sia un miglioramento e crei maggiore giustizia, perché queste persone hanno già un reddito. Speriamo che il decreto possa essere migliorato nel tempo per creare più giustizia e più equità”.
Gian Nicola Berti, Noi Sammarinesi: “Ricordo una con la moglie di Tonino Guerra un discorso sull’Unione Sovietica, dalla quale veniva. Si parlava di stipendi bassi e lui disse: loro fanno finta di pagarci, e noi facciamo finta di lavorare. Se andiamo al ribasso, difficilmente il paese potrà ripartire. Non dobbiamo pensare quanto ci costa una persona, ma quanto ci rende. E solo dopo ci chiederemo quanto ci costa”.
Alessandro Mancini, Ps: “Accogliere l’emendamento è importante perché riduce la spesa e, politicamente, può essere l’inizio di un dibattito serio fra pubblico e privato”.
Federico Pedini Amati, Ps: “Va bene che vengano diminuite queste cifre, concordo che il pensionato possa essere parificato al dipendente e servirebbe lo stesso metro. Questi Cda vanno a prendere più dei parlamentari del proprio Paese. Il dipendente del settore privato che fa parte del Consiglio rischia il posto di lavoro, perché si è impegnati una settimana e mezzo o due al mese. Il datore di lavoro ti vede in maniera diversa rispetto al collega che presta la sua opera per tutto il mese. Questo non è un obbligo per noi, ma quello che descrivo è un fatto. Si percepisce meno che chi lavora nella Pa, e si rischia il posto di lavoro, cosa che nella Pa non accade. Questo non è un mestiere, ma un’opera prestata al Paese. Sia uguale per tutti”.
Luigi Mazza, Pdcs: “L’emendamento andrebbe abbinato all’articolo 38. Concordo sul fatto che il dibattito vada aperto, su come in politica si partecipa come autonomi o dipendenti pubblici. C’è chi ha turni, chi orari fissi. Il tema fa parte del regolamento consiliare, chiederei proprio ai consiglieri di mettersi al lavoro su questo tema a prescindere dal regolamento consiliare. C’è disagio per i lavoratori privati, e anche gli autonomi che siano commercianti, professionisti o artigiani. Sulla decurtazione dei pensionati siamo favorevoli anche noi”.
Gian Matteo Zeppa, Rete: “L’emendamento è in ottica spending review. Confermiamo il voto favorevole. Si parla di poca dignità per i consiglieri che prendono meno di membri di Cda, ma la si lega solo a un fattore economico”.
Massimo Cenci, Ns: “Trovo l’emendamento opportuno, ma come Mazza penso che anziché inserire un nuovo articolo, si possa formulare la modifica nell’articolo 38”.

GIOVEDI' 18 DICEMBRE – sera

La discussione sul bilancio di Previsione dello Stato per l'esercizio finanziario 2015 riprende all'articolo 31. Il dibattito si accende subito all'articolo 32 su una proposta di Cittadinanza Attiva che chiede il raddoppio del Fondo a sostegno della disabilità: da 100 a 200 mila euro. L'emendamento però è respinto “anche alla luce del fatto che – ha spiegato il Segretario di Stato alla Sanità Francesco Mussoni -si tratta di un fondo specifico per progetti ad hoc presentati dalle associazioni ed è diverso dalla legge sulla Disabilità: a dimostrazione che 100 mila euro sono sufficienti l'anno scorso non tutte le risorse di questo Fondo vennero utilizzate”. Successivamente il governo, su invito della minoranza che si è mostrata contraria, ha ritirato l'emendamento con cui prevedeva che “entro il 31 dicembre 2015 è attribuita delega al Congresso di Stato per l'emanazione di un Decreto Delegato che istituisca l'obbligo di un versamento di tutti gli iscritti al Fondo per la non autosufficienza e malattie rare ai sensi dell'art. 1 ultimo comma della Legge del 6 dicembre 2011 n. 191”, “Volevamo accelerare i lavori su Fondiss  - ha spiegato il Segretario Mussoni – ma sel'Aula non è d'accordo non abbiamo problemi a ritirare l'emendamento”. Approvato, nonostante le vibranti proposte della minoranza, anche l'emendamento del governo aggiuntivo dell'articolo 35 bis con cui si prevede che “la direzione generale della Funzione Pubblica ed i dirigenti a partire dal primo gennaio 2015 sono tenuti a dar corso all'analisi dei processi nei dipartimenti, enti ed unità organizzative con l'obiettivo di analizzare l'organizzazione dei servizi di riorganizzarli ai fini della revisione e razionalizzazione strutturale della spesa, della definizione periodica del Fabbisogno di personale, del miglioramento dei servizi all’utenza e del procedimento amministrativo”. Approvato, nonostante l'indicazione contraria del governo, anche l'emendamento aggiuntivo dell'articolo 35 bis presentato dal consigliere indipendente Denise Bronzetti con il quale viene abbassato il tetto agli stipendi delle nuove retribuzioni di membri di organi di Amministrazione e di Controllo, Dirigenti, Dipendenti, collaboratori in via continuativa assimilabili ai dipendenti, delle Società e Enti partecipati dallo Stato” portandolo da 180 a 150 mila euro. Disposizione che, tra l'altro, “si applica anche ai soggetti economici privati che beneficiano di provvedimenti straordinari sul credito d’imposta o di altri provvedimenti straordinari a sostegno del sistema del Credito fino al perdurare dei predetti provvedimenti”. L'emendamento è approvato con 30 voti a favore, 25 contrari e 2 astenuti,

La seduta si chiude con l'approvazione dell'articolo 38

 

Articolo 31 (Programmazione socio sanitaria)
Rete ha presentato un emendamento modificativo dei commi 1 e 2.
L'emendamento è respinto. 

Articolo 32 (Interventi a sostegno della disabilità)
Cittadinanza attiva ha presentato un emendamento modificativo dell'articolo 32. Mimma Zavoli (Civico 10): “Noi crediamo che in questo ambito si possa ragionare su un aumento: da 100 mila a 200 mila euro. Chiediamo dunque il raddoppio del Fondo a sostegno della disabilità. La politica si interroghi su questo. Non solo sui numeri del bilancio”. Marco Podeschi (Upr): Sosteniamo l'emendamento. A nostro parere sarebbe equilibrato e corretto aumentare il Fondo”. Roberto Ciavatta (Rete): Favorevoli all'emendamento. Senza considerare che qualche mese fa abbiamo fatto un convegno sul turismo accessibile. Se vogliamo porci come riferimento per il turismo accessibile dovremmo mettere ancora di più a bilancio”. Francesca Michelotti (Su): Non facciamo demagogia. Centomila euro è troppo poco. Serve sostegno vero”. Paolo Crescentini (Ps): In questo Piano si tenga conto anche dell'abbattimento delle barriere architettoniche che nel nostro paese sono ancora tante. L'invito che rivolgo al governo è quello di monitorare attentamente la questione legata alle barriere. Stanziamento proposto venga preso in considerazione. Stefano Macina (Psd): Facile dire mettiamo 100 mila euro in più. Diciamo però che questo è fondo specifico per progetti speciali presentati da singole associazioni. Nel 2014 sono rimasti soldi inutilizzati. Siamo d'accordo sul fatto che occorrono altri interventi e ancora maggiore sensibilità e in tal senso stiamo lavorando alla legge sulla Disabilità. Ma c'è fondo per alcuni progetti speciali e poi c'è progetto più ampio per gli interventi rispetto a coloro che vivono situazioni di disabilità. Segretario di Stato alla Sanità Francesco Mussoni: Per sostenere i progetti sulla disabilità sul territorio servirebbero un milione di euro non certo 100 o 200 mila euro. Questo fondo però ha peculiarità molto specifiche dato che appositi capitoli di spesa sono previsti all'interno della legge sulla Disabilità: quest'anno ci sono stati progetti di associazioni e devo dire che anche quest'anno il Fondo è stato più capiente delle esigenze sollevate dai sammarinesi. 100 mila euro sono sufficienti. Segretario di Stato alle Finanze Giancarlo Capicchioni: Fondo 2014 non utilizzato completamente. Non è questo il capitolo di spesa per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Ci sono altre risorse per quella “partita”. Emendamento respinto

Articolo 33 (Fondo di solidarietà per prestazioni socio assistenziali e finanziamento disavanzo gestione ammortizzatori sociali)
Il governo propone un emendamento aggiuntivo del comma 3 che prevede che “entro il 31 dicembre 2015 è attribuita delega al Congresso di Stato per l'emanazione di un Decreto Delegato che istituisca l'obbligo di un versamento di tutti gli iscritti al Fondo per la non autosufficienza e malattie rare ai sensi dell'art. 1 ultimo comma della Legge del 6 dicembre 2011 n. 191”. Segretario di Stato Francesco Mussoni:”Se l'Aula è d'accordo a velocizzare approviamo l'emendamento aggiuntivo del comma 3. Se l'Aula non è d'accordo non c'è alcun tipo di problema a ritirare il comma. Questo emendamento serviva ad accelerare gli interventi su FondIss”. L'opposizione non accetta la proposta del governo e così la parte aggiuntiva del terzo comma viene ritirata. Approvata invece la modifica all'articolo 33 comma 1 proposta dal governo nella parte in cui aggiunge la dicitura “iscritto nell'ultimo bilancio consuntivo dell'Iss”.

Articolo 35 (Disposizioni relative alle indennità, compensi, gettoni, rimborsi e straordinario)
Sono stati presentati tre emendamenti. Uno da Rete e due da Cittadinanza Attiva. Elena Tonnini (Rete): Ci sono ambiti di spesa in cui si possono fare delle riduzioni. Nel nostro emendamento chiediamo che “le riduzioni straordinarie di cui agli articoli 75, primo comma e 76, primo e secondo comma della Legge 22 dicembre 2010 n.194 ed al Decreto Delegato 31 gennaio 2011 n.19 sono applicate anche aumentate di un ulteriore 10% per l’anno 2015; le predette riduzioni non si applicano anche ai soggetti rientranti nelle disposizioni del Decreto Delegato n.47/2014. Tale detrazione del 20% è applicata altresì ad ogni voce aggiuntiva rispetto il piede retributivo e gli scatti d'anzianità del personale dirigente del settore pubblico allargato che goda del trattamento retributivo “nuovo regime” ai sensi del Decreto Delegato 6 marzo 2013 n.21“. Nella prima parte eleviamo al 20% la riduzione già presente (che ammonta al 10%) delle voci aggiuntive al piede retributivo del personale dirigente del settore pubblico allargato che gode del trattamento retributivo “nuovo regime”. Stimiamo un risparmio di 400 mila euro senza intaccare il piede retributivo. Francesca Michelotti (Su): Proponiamo l'abrogazione del comma 2 la sostituzione con il nostro emendamento che prevede che il lavoro straordinario e le relative maggiorazioni orarie nel Settore Pubblico Allargato dovranno essere compensati interamente con ore a recupero compensativo attraverso la flessibilità d’orario”. In subordine a questo emendamento ne proponiamo un altro che propone una modifica di questo tipo “Previa concertazione con le OOSS, il Congresso di Stato è tenuto a presentare entro il 28 febbraio 2015 una proposta di legge modificativa dell’art. 61 della Legge n. 41 del 1972, mirata a riformare il criterio di compensazione delle prestazioni lavorative svolte in regime di straordinario e di maggiorazione oraria dai dipendenti del Settore Pubblico Allargato, dagli arruolati nel Corpo della Gendarmeria e nel Nucleo Uniformato delle Guardie di Rocca”. Roberto Ciavatta (Rete): Ci sono parti di stipendio aggiuntive rispetto al piede retributivo. Noi agiamo sugli elementi aggiuntivi ai piedi retributivi. Pensiamo che si possa fare qualcosa in più. Ci sono circa 10 milioni di euro all'anno che vengono utilizzati come voci aggiuntive rispetto agli stipendi. Abbiamo aggiunto un 10% rispetto ai tagli già previsti nell'articolo dello Stato. Inoltre abbiamo aggiunto il nuovo regime retributivo per i dirigenti. Luigi Mazza (Pdcs Ns): Le voci delle indennità, degli straordinari sono voci importanti sul personale. Per questo abbiamo attuato una riduzione del 10% delle indennità e abbiamo dato un ulteriore indirizzo per una riduzione di un altro 10% delle spese straordinarie e di sostituzione. Emendamento di Rete è più serio di quello dell'anno scorso quando aveva proposto di eliminare tutte le indennità. Quest'anno Rete è stata più seria. Ma noi sulle indennità abbiamo fatto ragionamento serio. Non possiamo accettare emendamenti opposizione. Gian Matteo Zeppa (Rete): Grazie al consigliere Mazza che ci ha dato degli intelligenti: non so se sia un complimento o meno. E'stato fatto tanto su costi accessori ma questo non vuol dire che basta. Maggioranza deve fare di più soprattutto su queste voci. Bene il 10% ma noi andiamo oltre e proponiamo il 20%. Ivan Foschi (Su): Forse siamo in clima elettorale? Ed è per questo non si può andare a toccare nessuna peculiarità (non voglio chiamarla privilegio) nello stipendio del settore pubblico allargato? Marco Podeschi (Upr):
A me piace il ragionamento di Cittadinanza Attiva. Trovo odiosa l'idea di tagliare il pagamento dello straordinario al lavoratore dipendente. Molto meglio a mio avviso creare una sorte di monte ore come proposto da Cittadinanza Attiva. Così facendo non si lede principio del lavoratore. Tagliare il compenso del lavoratore è pratica barbara. Luca Beccari (Pdcs Ns): La prima riduzione delle indennità è stata varata nella finanziaria 2011. I fatti hanno però dimostrato che i veri risparmi nella gestione del personale della pubblica amministrazione, si fanno più attraverso una gestione attenta (conferimento incarichi, rotazioni, sostituzioni). E'difficile organizzare una riduzione del costo della p.a agendo in questo modo. Abbiamo ridotto le indennità del 10% in misura a nostro avviso adeguato. Sono dell'idea che può essere ammissibile continuare con l'impostazione del governo però poi il problema va superato con la definizione di nuove retribuzioni. Roberto Venturini (Pdcs Ns): Le indennità sono già state tagliate del 10%. Non si tratta di regali bensì di indennità assegnate in virtù delle maggiori competenze assegnate. Non si può applicare un ulteriore taglio del 10%. Segretario di Stato alla Sanità Francesco Mussoni: Da segretario alla Sanità devo dire che questi emendamenti sono incompatibili con una gestione dei servizi. Lo sottolineo poi l'Aula può intervenire come vuole. C'è un impegno a ridurre i costi del personale Iss ma occorre seguire strada diversa rispetto a quella proposta da Rete e Cittadinanza Attiva. Segretario di Stato Giancarlo Venturini: La Segreteria istituzionale fa straordinari. Uno dei pochissimi settori. La maggior parte di queste ore di straordinario sono a recupero. Non ho dietro lo specchietto ma parliamo di poche ore all'anno pagate per gli straordinari. Qualcuno ha raggiunto anche 100 ore di recupero all'anno. E'stato attuato un metodo molto rigoroso nel rispetto della spending review. I risultati a disposizione ci dicono che le ore di straordinario sono fatte solo per il minimo necessario. Segretario di Stato Giancarlo Capicchioni: Chiediamo vengano respinti in quanto il loro accoglimento metterebbero in crisi servizi come, per citarne alcuni, Polizia e Gendarmeria.  L'emendamento di Rete è respinto. Respinti anche i due emendamenti di Cittadinanza Attiva.

Art.35bis (Disposizioni organizzative P.A.)
Segretario di Stato alle Finanze Giancarlo Capicchioni: “La Direzione Generale della Funzione Pubblica ed i dirigenti sono tenuti a dar corso a partire dal 1° gennaio 2015 all’analisi dei processi nei dipartimenti enti ed unità organizzative con l’obiettivo di analizzare l’organizzazione dei servizi e di riorganizzarli ai fini della revisione e razionalizzazione strutturale della spesa, della definizione periodica del fabbisogno di personale, del miglioramento dei servizi all’utenza e del procedimento amministrativo ai sensi delle leggi 159 e 160 del 2011, della trasparenza dell’attività amministrativa e della efficienza dei siti web e delle procedure informatiche. 2. La DGFP è tenuta a concludere quanto sopra entro il termine del 30 settembre 2015 e a relazionare al Congresso di Stato. I provvedimenti normativi ed organizzativi necessari negli ambiti e per i fini di cui al precedente comma, sono adottati dalla DGFP e dal Congresso di Stato a seguito dell’analisi dei processi e sulla base delle sue risultanze, con l’obiettivo di individuare periodicamente gli esuberi e le necessità di professionalità per lo sviluppo del sistema sammarinese, tenuto conto dell’evoluzione dei servizi, delle esternalizzazioni e privatizzazioni da attuare nel tempo. 3.Con il fabbisogno devono essere stabilite le regole di funzionamento dei Profili di Ruolo, anche ai fini dell’accesso, della mobilità e della carriera interna, nonché la nuova struttura della busta paga”. Roberto Ciavatta (Rete): Mi pare di ricordare che il Segretario Venturini avesse dato il 31 dicembre 2014 come data ultima per la definizione del fabbisogno del personale. Non c'è alcun passaggio in cui si prevede come devono essere inquadrati i profili di ruolo della p.a., quali siano gli esuberi etc. E non è previsto alcun passaggio nel Consiglio Grande e Generale che credo non venga adeguatamente coinvolto. Eppure credo sia una questione fondamentale. Mimma Zavoli (Civico 10): Con questo articolo prendete un ulteriore tempo per gestire al di fuori di tutti i contesti possibili la parte che riguarda la P.A. Io credo che abbiate detto un sacco di falsità. Non avete intenzione di trovare soluzioni per ridisegnare questa struttura che può diventare portante e fondamentale. Siete senza ritegno altrimenti non avreste inserito l'articolo in questo modo. Siamo qui dal 2012 e ancora non siete riusciti a disegnare una struttura. Io sono sicura che voi volete tenervi le mani libere per fare quello che volete. Francesca Michelotti (Su): Emendamento ci coglie di sorpresa. Mi preoccupa l'analisi che ha portato a questo documento già ritenuto insufficiente dal sindacato. D'accordo con il consigliere Zavoli rispetto al termine del 30 settembre 2015. Questo provvedimento era stato promesso da tempo. E il nuovo termine dato è davvero troppo lungo. Franco Santi (Civico 10): Ci state prendendo in giro. Non è accettabile. Valeria Ciavatta (Ap): Il fabbisogno per essere uno dei cardini della P.A. deve essere costruito con dei passaggi assolutamente fondamentali. Il fabbisogno non può essere il riempimento delle varie caselline. Occorre dire come ogni profilo si colloca con le funzioni dell'ufficio ad esempio sotto il profilo del titolo di studio. Non si può fare il fabbisogno senza una riorganizzazione. Segretario Venturini: Quando si afferma che non c'è una struttura non corrisponde al vero. La legge 188 del 2011 definisce la struttura della P.A. Alcuni interventi sono partite da una base di lavoro e analisi. Il lavoro prosegue. Il termine ultimo è quello di settembre ma speriamo di finire prima. Se il consigliere Ciavatta è concorde proporrei al secondo comma di mettere i provvedimenti “organizzativi” prima che “normativi” e conseguentemente alla riga successiva invertire ”DGFP” e “Congresso di Stato”. Andrea Zafferani (Civico 10): Non è stata ancora fatta l'analisi dei processi? Quante ce ne avete raccontate fino adesso se ci dite che dal primo gennaio 2015 parte l'analisi dei processi? E'impossibile fare il fabbisogno senza giusta analisi dei processi. Marco Podeschi (Upr): Mi associo a quanto detto dal collega Zafferani. E' dal 2008 che si analizza la P.A. E' da anni che si parla di “analisi dei processi nei dipartimenti enti ed unità organizzative con l’obiettivo di analizzare l’organizzazione dei servizi e di riorganizzarli ai fini della revisione e razionalizzazione strutturale della spesa, della definizione periodica del fabbisogno di personale, del miglioramento dei servizi all’utenza e del procedimento amministrativo”. Al comma 2 si parla del 30 settembre come termine per fare le analisi, poi riferire al Congresso di Stato per fare i provvedimenti e tutti i successivi passaggi. Passaggi che richiedono ancora altro tempo. Potremmo dover aspettare un altro anno dopo questi ulteriori 10 mesi. Con l'urgenza che abbiamo entro il primo semestre 2015 vorrei avere già l'analisi e i conseguenti provvedimenti normativi. Segretario di Stato Giancarlo Capicchioni: Nel testo dell'articolo diciamo che entro il 30 settembre ci impegniamo a terminare l'analisi dei processi quindi possiamo finire anche prima. L'emendamento del governo aggiuntivo dell'articolo 35 bis è approvato (favorevoli 33 contrari 24).
Rete presenta un emendamento aggiuntivo dell'articolo 35 bis.
Grazia Zafferani (Rete): “Proponiamo che dal primo gennaio 2015 ogni membro del Consiglio Grande e Generale dipendente pubblico, dipendente privato o pensionato, beneficerà di permessi non retribuiti per lo svolgimento di funzioni politico-amministrative nell'ambito di organismi pubblici regolarmente convocati quali il Consiglio Grande e Generale, il Consiglio dei XII, le Commissioni Consiliari Permanenti, nonché ogni Commissione composta esclusivamente da Consiglieri, nel limite della durata stabilita dalla convocazione stessa”. Riduciamo il costo dei permessi retribuiti. Maria Luisa Berti (Pdcs Ns): Condivido finalità di questo emendamento ma non ritengo che la formula di questo articolo possa essere adeguatamente efficace per raggiungere quella finalità. Non c'è alcuna definizione dell'importo che tutti dovranno andare a percepire equamente. Dipendente pubblico ha gettone ridotto rispetto ai liberi professionisti ma percepisce ugualmente lo stipendio a differenza nostra. Si tratta di retribuire equamente il servizio che svolgiamo. Marino Riccardi (Psd): Problematica sollevata da Rete dovrà trovare una soluzione. E' da due anni che parliamo di questo argomento e il Cgg ancora non è riuscito a trovare una soluzione: questo lascia alquanto a desiderare. Con il regolamento dei lavori del Cgg siamo ancora in alto mare. A verbale ci deve essere impegno dell'Aula di risolvere la vicenda del regolamento nel giro di qualche mese. Dico questo anche se l'emendamento di Rete è carente in molte parti. Ivan Foschi (Su): Invito tutti i consiglieri a concludere al più presto i lavori sul regolamento. Emendamento solleva problema giusto ma lo affronta solo in parte. Paride Andreoli (Ps): Nell'ambito del gruppo di lavoro sul regolamento nonostante la buona volontà non si è mai parlato di poter prevedere aumenti del gettone dei consiglieri o retribuzioni di questo tipo. Invece di andare nella direzione di togliere ai dipendenti pubblici (che oggi sono retribuiti per venire in Cgg generando disparità con i colleghi privati) avrei presentato un emendamento dove queste figure, che lavorano nel privato, potranno beneficiare di permessi retribuiti. Sarà poi lo Stato a rimborsare il datore di lavoro. Roberto Ciavatta (Rete): Concordo sulle osservazioni relative alla carenza dell'emendamento in merito alla parificazione del gettone. All'interno del gruppo di lavoro per il regolamento consiliare non si trova mai l'accordo sul gettone consiliare. Portare la condizione di tutti i consiglieri allo stesso livello permetterebbe di riprendere il ragionamento con più serenità. Assolutamente contrario a dare permessi retribuiti per tutti. Come facciamo a rimborsare un permesso a un dipendente che, per esempio, prende 5 mila euro al mese? E ad un libero professionista? E' più sensato che tutti stiano qui dentro con permesso non retribuito, poi si ragiona su tutto il resto (gettone etc.). Inutile rimandare al tavolo per il regolamento perché su questo argomento non si trova la quadra. Filippo Tamagnini (Pdcs Ns): Un emendamento presentato in questo modo rischia di non essere operativo. Andrea Zafferani (Civico 10): Per l'attività che svolgiamo qui dentro bisognerebbe che tutti fossimo trattati alla stessa maniera. Dare permessi retribuiti non ci trova d'accordo perché qui dentro siamo tutti consiglieri alla stessa maniera. Massimo Cenci (Pdcs Ns): Resto stupito del fatto che non riusciamo ad approvare un regolamento consiliare per una questione di gettone. Rimettere tutti allo stesso livello potrebbe servire a consentire a tutti di fare ragionamenti più sereni. Manuel Ciavatta (Pdcs Ns): La non approvazione del regolamento non è per gettoni ma per i tempi. Insisto perché se si dimezzano i tempi si dimezzano le spese consiliari. L'elemento della riduzione dei tempi è centrale. William Giardi (Upr): Problema che sembra irrisolvibile. Sono concorde con quanto espresso nell'emendamento anche se preannuncio mio voto negativo. Trovo ingiusto che pubblici dipendenti possano prendere proprio stipendio ed anche un gettone, benché sia ridotto. Equilibrio migliore è dato dall'opportunità di consentire a tutti di lavorare al mattino. Così facendo non si penalizzano i dipendenti pubblici e neppure privato.  Poi a tutti lo stesso gettone. Segretario Capicchioni: Siamo tutti d'accordo che questo emendamento vada discusso al tavolo per il regolamento. Eppure siamo qui a parlarne da più di 30 minuti. A mio avviso emendamento va respinto. L'emendamento di Rete è respinto.
Emendamento Consigliere Denise Bronzetti aggiuntivo dell’articolo 35 bis (Tetto delle retribuzioni e dei compensi)
Denise Bronzetti (Indipendente): In ottica di contenimento costi nel settore pubblico allargato si chiede di inserire un tetto di 150 mila euro alle nuove retribuzioni di “membri di organi di Amministrazione e di Controllo, Dirigenti, Dipendenti, collaboratori in via continuativa assimilabili ai dipendenti, delle Società e Enti partecipati dallo Stato. Non solo. Prevediamo di applicare questo tetto anche ai soggetti economici privati che beneficiano di provvedimenti straordinari sul credito d’imposta o di altri provvedimenti straordinari a sostegno del sistema del Credito” Roberto Ciavatta (Rete): Abbiamo presentato emendamento molto simile. Viene posto un tetto a nostro avviso congruo. Favorevoli. Andrea Zafferani (Civico 10): Un sostegno a questo emendamento. Lo riteniamo importante. Importante anche l'aggiunta di inserire dei tetti a soggetti economici privati che beneficiano di provvedimenti straordinari sul credito d’imposta o di altri provvedimenti straordinari a sostegno del sistema del Credito fino al perdurare dei predetti provvedimenti. Segretario Capicchioni: Il seconda comma non è accoglibile perché si interviene nel settore privato e non penso sia consentito. Il primo comma riduce il tetto da 180 a 150 mila euro ma è difficilmente accettabile perché ci sono dirigenti a cui verrebbe decurtato lo stipendio di almeno 30 mila euro. L'emendamento è approvato nonostante il parere contrario del governo (30 favorevoli 25 contrari 2 astenuti). L'emendamento  aggiuntivo dell'articolo 35 ter di Rete è stato ritirato.
L'emendamento presentato da Rete aggiuntivo dell'articolo 35 quater (poi diventato ter) è respinto

Art.36 (Pensionamento personale alle dipendenze dello Stato)
Cittadinanza Attiva ha presentato due emendamenti all'articolo 36. Andrea Zafferani (Civico 10): Con il primo abroghiamo l'articolo. I Fondi pensione stanno in piedi solo grazie al contributo dello Stato. Non riteniamo sia possibile buttare altri carichi sui Fondi pensione con nuovi prepensionamenti. Un modo comodo di ridurre la spesa pubblica che però non raggiunge gli effettivi risultati. Ormai è assodato il fatto che serve una riforma delle pensioni. Dichiariamo dunque contrarietà ai prepensionamenti. Segretario di Stato Mussoni:  Questa è una norma che vuole dare maggiore flessibilità di gestione al comitato esecutivo ed evitare la sostituzione di professionisti sammarinesi con altri professionisti che magari sono italiani e costano anche di più. Viene data una proroga limitata ovvero di 2 anni per particolari esigenze di garantire continuità del sistema sanitario nazionale. Ivan Foschi (Su): Provvedimento iniquo truffaldino. Con il nostro emendamento in subordine viene previsto provvedimento in uscita ma solo per agevolare un provvedimento in entrata. Segretario di Stato Capicchioni: Nulla di truffaldino. Il trasferimento di costi ha effetto negativo sui Fondi pensione ma non è propriamente alla pari. Gli emendamenti di Cittadinanza Attiva sono respinti.
Cittadinanza Attiva presenta un emendamento aggiuntivo dell'articolo 36 ter (Accesso al trattamento pensionistico anticipato). Ivan Foschi (Su): “Coloro i quali hanno raggiunto 57 anni di età e/o 35 anni di contributi possono accedere al trattamento pensionistico anticipato fino ad un massimo di 500 Euro al mese. Le somme così erogate, al raggiungimento dell’età pensionabile, verranno decurtate dall’importo pensionistico mensile fino a concorrenza del totale in misura non superiore al 10% dell’importo mensile stesso” .Marino Riccardi (Psd)  Condivido questo emendamento ed anzi addirittura abbasserei il limite a 55 anni. Ma specificherei che l'anticipo di pensione giunge in seguito a licenziamenti per cause di forza maggiore. Ci sono diverse persone che non hanno più nessun tipo di reddito. Opportuno dunque dargli un acconto su quanto già maturato. Stefano Macina (Psd): C'è già una norma che prevede anticipo di 1.000 euro di pensione per coloro che son disoccupati. Chiedo di verificare. Luca Beccari (Pdcs Ns): Condividiamo l'emendamento di Cittadinanza Attiva ma esiste già norma con medesime finalità e caratteristiche diverse d'accesso. Non accoglieremo l'emendamento per evitare sovrapposizione. Siamo pronti però a valutare norma precedente introdotta con Finanziaria 2012 andando a ragionare sulle diverse caratteristiche di accesso. L'emendamento viene respinto
Art.37 (Tasso di sostituzione)
Cittadinanza Attiva ha presentato un emendamento modificativo. Andrea Zafferani (Civico 10): Non ci piace l'idea del tasso di sostituzione. Tgliamo il riferimento al 35%: Non tanto perché non condividiamo la sostituzione dei prepensionamenti. Ma perché vorremmo iniziare a ragionare in termini di fabbisogno. Mandarne in pensione 10 per prenderne 3 solo perché ci siamo dati dei numeri non ci convince. Occorre fare un'analisi dei bisogni. Segretario di Stato Venturini: Ci sono necessità di potenziare ufficio tributario, l'ufficio Unione Europea visto che dobbiamo andare a avviare il negoziato e infine necessitiamo di figure nel settore Sanità: nel 2015 abbiamo proposto un tasso di sostituzione del 35% rispetto al personale collocato a riposo. Ci servono queste persone per mandare avanti i servizi. Mimma Zavoli (Civico 10): Il 10% in più di sostituzioni rispetto all'anno scorso. Dietro queste decisioni non ci sono studi, analisi o altri. Non potete continuare così. Segretario di Stato Capicchioni: Parliamo di numeri esigui. Il 35% è percentuale accettabile soprattutto in quei servizi che sono indispensabili per l'amministrazione. L'emendamento di Cittadinanza Attiva è respinto

San Marino 18/12/2014

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