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Seduta consiliare del 21 gennaio 2016

 

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE 18 - 22 GENNAIO

GIOVEDI' 21 GENNAIO – SEDUTA POMERIDIANA

Il Consiglio Grande e Generale nomina Wafik Grais, candidato indicato dal congresso di Stato, alla presidenza di Banca centrale della Repubblica di San Marino. Nel quarto giorno di lavori consiliari, si conclude così l'iter di nomina, avviata con un bando internazionale, del numero uno di via del Voltone. L'economista svizzero-egiziano ottiene dall'Aula 32 consensi, 15 schede bianche e due nulle.
I lavori nel pomeriggio, come previsto dall'ordine del giorno ripartono nel pomeriggio dal comma 7, nomina Presidente di Banca Centrale della Repubblica di San Marino.
Il segretario di Stato per le Finanze, Gian Carlo Capicchioni, introducendo il dibattito, sottolinea la scelta di procedere alla designazione del candidato sperimentando “un metodo completamente nuovo dal passato”. Il bando internazionale e il suo successo “non erano scontati- evidenzia- è stata un'operazione innovativa e coraggiosa che lascerà un segno importante”. Il segretario di Stato elenca quindi i punti di forza del candidato, tra l'altro esperienza nel settore privato, e in quello pubblico, dato che dal 1980 al 2008 ha ricoperto importanti ruoli in Banca mondiale. A ciò si aggiunge la rassicurazione sulla presenza in territorio, “Non ci sono dubbi sul profilo internazionale di Grais- conclude Capicchioni- adempiendo alla richiesta dell'Odg del Consiglio grande e generale, motivo per cui chiedo all'Aula di dare il proprio assenso a Wafik Grais come Presidente della Banca Centrala della Repubblica di San Marino”.
All'indomani dell'audizione in Commissione Finanze con Grais, i consiglieri di maggioranza e opposizione concordano in Aula sulla buona impressione avuta. “Ha dimostrato di avere idee chiare sul futuro di Bcsm e anche del sistema bancario e finanziario sammarinese- motiva Maria Luisa Berti, Ns- ha confermato che sarà un Presidente presente, distinguendosi dai precedenti, e con le idee ben chiare sugli obiettivi della sua missione”.Per Luigi Mazza, Pdcs, sulla scelta finale ha pesato il requisito della preparazione internazionale che “era fondamentale”. E sulla poca conoscenza dell'italiano lancia una provocazione: “Spero che molti collaboratori di Banca Centrale imparino l’inglese”. Gerardo Giovagnoli, Psd, elogia Grais come “persona degna di ricoprire l'incarico”. E ancora: “Siamo riusciti a dimostrare che ci poteva essere un candidato non del solito perimetro della penisola- chiosa- per una questione di atteggiamento culturale e di tradizione”. Infine, Mario Venturini, Ap: “Oggi abbiamo un candidato di alto profilo che ha fatto una buona impressione alla politica- spiega- e il risultato finale giustifica un giudizio più tenue sugli errori lungo il percorso della scelta”. Proprio sull'iter di selezione condotto dall'esecutivo infatti, la minoranza è polemica. Dichiarano infatti astensione dal voto Civico 10 e Upr.: “Non c'è nulla da dire sulla figura professionale di Grais- sostiene Luca Santolini, C10- ma molto da dire sull'iter di selezione, senza il coinvolgimento della opposizioni, poi il gioco delle sedie finali con eliminazioni inspiegabili, fino alla fumata bianca per candidato prima messo in panchina. Perciò non possiamo che astenerci dal voto. Il governo ha dimostrato molta superficialità e poco rispetto dei ruoli”. Anche Nicola Selva, Upr, stigmatizza le modalità di scelta: “Il candidato che oggi diventerà presidente di Banca Centrale fino a 10 giorni fa non era uno dei candidati nella terna finale scelta dal governo, non ci è mai stato comunicato nemmeno in via riservata i nomi e i profili dei candidati che componevano i 7 ascoltati dal Congresso di Stato in una audizione lo scorso mese di dicembre, per queste condizioni il gruppo consiliare di Unione per la Repubblica si asterrà in sede di votazione del candidato”.
Gian Matteo Zeppa, Rete, punta il dito contro “l'ennesima speculazione politica dei partiti governativi”. La nomina per il consigliere di minoranza è divenuta “una mera battaglia di forza che con la gestione della cosa pubblica ha ben poco a che vedere, una lotta interna tra i deficitari equilibri di Bene Comune che da una parte vede i supposti riformisti, parte del Psd, e dall'altra il Pdcs”. Tony Margiotta, Su, evidenzia che nella fuga di notizie si riscontri un problema politico per il governo: “C'è un segretario di Stato che non va nella stessa direzione dell'esecutivo- manda a dire- il mio disappunto non è verso la figura scelta, ma verso un governo che mi preoccupa visto anche le grandi scelte che si dovranno fare per risollevare il Paese”. Infine, Paride Andreoli, Ps, si concentra sulla scelta di Grais: “Non posso mettere in discussione il suo curriculum, è persona sicuramente preparata e di grande esperienza, di grande conoscenza ed è vero che al cospetto dei commissari e dei consiglieri che hanno partecipato alla commissione di ieri mattina ha fatto sicuramente una buona impressione”. Licenziata la nomina di Wafik Grais, i lavori consiliari proseguono in seduta segreta con il riferimento, al comma 8, sul sistema bancario e finanziario sammarinese.

Agenzia SMNA 21 gennaio 2016
 

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