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Seduta consiliare del 27 aprile

 

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE 26 APRILE- 3 MAGGIO

MERCOLEDI' 27 APRILE- MATTINA

           I lavori consiliari si aprono al comma 19, dedicato  al riferimento del Governo “in merito alle recenti attività intraprese dalle autorità italiane nei confronti di persone fisiche e giuridiche residenti a San Marino nell'ambito dell’operazione denominata 'Torre d’Avorio'” e al successivo dibattito, cui risultano 47 iscritti ad intervenire. Il primo a prendere la parola è il segretario di Stato per le Finanze, Gian Carlo Capicchioni: riferisce i passi che hanno portato alla nota congiunta italo-sammarinese di ieri, di cui ne rimarca i contenuti e il riconoscimento di San Marino quale partner affidabile per l'Italia, quindi spiega l'avvio di ulteriori “tavoli tecnici”.  Ma soprattutto il segretario di Stato anticipa a breve un incontro politico con il governo italiano, “speriamo fruttuoso- aggiunge- per le relazioni economiche fra i due Paesi”. Insieme al collega Pasquale Valentini, segretario di Stato agli Affari Esteri, Capicchioni difende l'operato del governo che “ha saputo reagire”.  Marco Gatti, Pdcs, sottolinea quindi i risultati emersi dal tavolo tecnico di venerdì scorso: “E’ il punto di partenza che chiarisce come deve essere portata avanti la procedura denominata Torre d’Avorio”. Mentre il capogruppo di Su-LabDem, Tony Margiotta, punta a rimarcare la gravità della iniziativa della Gdf: “C’è stato un attacco al nostro sistema economico, alla nostra immagine- lamenta- a San Marino manca una politica estera forte”. Si dice “meno entusiasta” dei segretari di Stato di fronte alla nota congiunta, Massimo Cenci, capogruppo di Ns, per cui le pratiche condotte dalla Gdf, chiamate “fishing expedition”, sono vietate dall’Ocse. “Questi danni chi li paga? Come li paga?- manda a dire all'Aula- va bene avere buoni rapporti, ma a fronte di danni così grandi non dobbiamo avere timore di danneggiare i rapporti con l’Italia, a meno che ci siano risposte convincenti”.

   Marco Podeschi, capogruppo di Upr, lamenta l'assenza di presidi per i cittadini coinvolti dai controlli della Gdf: “Io avrei istituito un numero verde, un indirizzo di posta elettronica al quale scrivere”. Condivide l'operato dei segretari di Stato, Andrea Belluzzi, del Psd: “Chi ha la responsabilità di governo non deve fare rumore- sostiene- ma risolvere i problemi”. Intende esprimere ottimismo, Nicola Renzi, coordinatore di Ap, per cui “quella fiducia che sembrava tradita” tra i due Paesi “può essere ristabilita- sostiene- e il comunicato congiunto rappresenta è un primo passo in questa direzione”. Andrea Zafferani, capogruppo di C10, avanza due proposte da portare al tavolo con l'Italia: un “protocollo di intervento” di fronte alle richieste dell'amministrazione di uno dei due Stati che coinvolgano cittadini residenti nell'altro Stato e “completare l'Accordo contro le doppie imposizioni chiarendo alcuni punti rimasti dubbi”. Elena Tonnini, capogruppo di Rete, invita a “non subire” dall'Italia, ma “a diventare noi il percorso di trasparenza”.  Infine, Denise Bronzetti, indipendente, invita i segretari di Stato a dare in futuro ulteriori spiegazioni sulla vicenda “se non in questa fase, dopo gli incontri tecnici e politici che mi auguro- prosegue- possano continuare a esserci”. Il dibattito proseguirà nella seduta pomeridiana.

MERCOLEDI' 27 APRILE- POMERIGGIO

           Nel pomeriggio si conclude il dibattito al comma 19 “in merito alle recenti attività intraprese dalle autorità italiane nei confronti di persone fisiche e giuridiche residenti a San Marino nell'ambito dell’operazione denominata ”Torre d’Avorio”. I lavori proseguono quindi con il comma 20, progetto di legge “Della libertà e attività sindacale nei luoghi di lavoro, della contrattazione collettiva e del diritto di sciopero” (II lettura).

San Marino, 27 APRILE 2016/02

SMNA Agenzia stampa

 

 

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